Chi sono?

Nasco primogenito in quel di Roma nel 1969 in una via foriera di mirabilanti e inimmaginabili prosperi futuri: via Lorenzo il Magnifico. Ancora attendo l'avverarsi di questa profezia. Per sommo errore una volta giudicato maturo per l'istituzione scolastica scelgo di fare Ingegneria. Questa scelta cambiera' drasticamente il mio destino e le mie inclinazioni mortificando inconsapevolmente ogni mia aspirazione e interesse. Dopo aver pagato a suon di stempiatura e diradamento di capelli la mia scelta vengo fagocitato dalla triste e mediocre realta' del lavoro da cui ancora oggi provo a stento di liberarmi con tutte le mie forze, ma oramai la routine ha fiaccato ogni mia velleita'.

lunedì 13 luglio 2009

Diario Politico Italiano: nuova era pagina 1

Forse inizia a spirare aria di cambiamento in casa nostra. Mentre i vari partiti e le piccole lobby di interesse continuavano a tessere le loro trame e ad ingannare la gente con false promesse e show cabarettistici qualcosa andava piano piano radicandosi nelle forze giovani e riformiste del vecchio popolo italiano. Mentre il paese invecchiava velocemente e l'occhio interessato dei partiti andava a puntare sulla forza geriatrica elettorale e sulla loro lobotomizzazione, qualcun'altro puntava sui giovani, sulle idee e su un sogno di un mondo migliore. Che soddisfazione sarebbe schiacciarli come scarafaggi e levargli tutti i loro privilegi e le loro ricchezze che sono le nostre. E cosi' di punto in bianco arriva la notizia della candidatura di Beppe Grillo alle primarie del PD. Notizia esplosiva e carica di significati. Fin'ora nessuno aveva mai usato disturbare la sacra liturgia autoreferenziale dei partitoni scampati alla strage di mani pulite. A parte l'indiscusso consenso che Beppe ha tra i giovani e tra chi ancora ha la capacita' di pensare con la propria capoccia e prende le informazioni da Internet pittosto che da Porta a Porta, io spero che si sia consultato con il suo team di lavoro. Credo che riuscira' a superare tutte le barriere burocratiche e che potra' scardinare e radere al suolo quell'accozzaglia di decrepiti con tutti i loro interessi. Io tifo per lui.

giovedì 7 maggio 2009

Diario politico italiano: pagina finale

Chiude qui la cronaca dei fatti politici ed economici del nostro paese. La chiusura e' voluta sia per la sua valenza metaforica sia perche' la dura realta' dei fatti mi porta a concludere che oramai in Italia la politica e' finita. La politica lascia definitivamente il posto al conclamato nepotismo con il plauso della massa adorante, felice di essere serva e compiacente, felice di pagare i privilegi di altri, felice di poter approfittare nel suo piccolo delle malefatte di ogni giorno. Posso anche concedermi il lusso di parlare di colui che sta uccidendo la politica facendo nomi e cognomi sicuro, o quasi, di non peccare di mania persecutoria anche perche' su ogni giornale e televisione non si parle che di lui a indicare che tutto il resto e' niente. Come diceva il marchese del grillo "perche' io so io, e voi non siete un cazzo", e allora parliamo di questo marchese del grillo. Oggi quello che rimane della politica gira intorno alle squallide storielle, alle battute di cattivo gusto, alle sfrontatezze, ai deliri di onnipotenza di una singola persona: Silvio Berlusconi. Un uomo piccolo, in tutti i sensi, come piccoli, gretti, ignoranti e totalmente passivi sono gli italiani stessi, oramai ridotti a massa informe priva di un'opinione e liberati finalmente da ogni costrizione morale ed etica: allo sbando completo. Un uomo che deve essere anche profondamente solo, che non riesce piu' a parlare con la moglie se non tramite giornali e che deve farsi consolare da una minorenne che chiama appositamente con il consenso del padre. Una contraddizione vivente di un uomo profondamente solo e alienato che compensa con un atteggiamento quasi ossessivo compulsivo immergendosi nelle folle di gente per sentire i loro apprezzamenti alla ricerca disperata del riconoscimento della sua autorita' e leadership, dall'altra parte un popolino informe e senza personalita' prono e che pende dalle sue labbra: deve anche avere una bassissima considerazione di questi miserevoli esseri senza personalita' e senza spirito critico ma solo automi festanti e adoranti. Uccidigli la madre, prendili in giro, nutrili di beni di consumo ma non toccargli il portafoglio se no sono guai. Ecco cosa sono gli italiani, e il bello e' che il portafoglio non gli viene toccato, almeno questo e' quello che credono loro. Quando vedranno che il debito pubblico salira' alle stelle e l'intera nostra economia sara' in uno stato comatoso prossimo alla bancarotta allora qualcuno tocchera' le loro tasche. Tutta questa massa di roncoglioniti non riescono a vedere cosa gli viene sottratto, perche' quello che lo stato paga per gli stipendi, le raccomandazioni, le regalie, i posti inventati nella pubblica amministrazione e nello stato, li paga pantalone e non il cittadino direttamente: ma chi e' pantalone?. Governati come plebe sotto un re giullaresco, greve, volgare e impertinente e circondato da lacche' e leccapiedi accondiscendenti per opportunita' e interesse e da una fila interminabile di mendicanti che chiedono la questua, un favore, uno sguardo verso la loro condizione miserevole. Un popolo di "piagnoni" che mendicano favori e si lamentano sempre, il cui obiettivo ultimo e' la raccomandazione: e' un fatto di moda, e il conformismo e' un valore saldo e intramontabile. Da oggi i cattivi sono le persone per bene, gli onesti, gli studenti che usano la loro giovinezza per formarsi e studiare, nessun futuro li aspetta ma una semplice vita da signor nessuno sballottati qua e la nel mare della precarieta'. Oggi bisogna diventare calciatori o al piu' politici, veline o al piu' politici, comici o al piu' politici. La politica e' vista come una branca dello spettacolo, la possibilita' di avere una evidenza pubblica e quindi successo, televisione, pubblico, applausi in definitiva essere famosi. Al diavolo le responsabilita', le idee, la prospettiva di un futuro migliore, il bene comune cose troppo grandi ed effimere, intangibili e incomprensibili. Oggi l'Italia e' una nazione di vecchi privi di saggezza e di una coscienza perche' preoccupati di sopravvivere con una pensione ridicola, bombardati dalla pubblicita', raggirati da banche e commercianti e abbandonati dai propri cari. In quanto ai giovani, vivono in un mondo a parte fatto di vestiti alla moda, di calcio, di discoteche di veline e di tronisti e di sogni di carriera nel mondo dello spettacolo. Rimangono i falsi giovani, la generazione dei 30-40 enni che si ritrovano la scomoda responsabilita' di fare i moralisti, di parlare come un tempo parlavano i loro nonni o i loro genitori e che non avevano mai approvato i loro punti di vista perche' troppo conservatori. Un Italia senza stimoli, che non cambia anzi e' avversa al cambiamento, un'Italia delle vie facili e veloci della raccomandazione e dei concorsi truccati, delle piccole ruberie e malefatte per il proprio tornaconto, un'Italia che ha gia' perso la gare per il futuro incancrenita nei suoi peggiori vizi oramai invasa dalla metastasi. Ecco perche' chiudo questa sequenza di posts, non ha piu' senso parlare del nulla, recensire questo squallido teatrino da corte dei miracoli. Sono schifato di tutto questo squallore e di essere soffocato da questa massa di coscienze spente, non c'e' piu' niente che puo' scuoterli tranne la rabbia cieca.

giovedì 23 aprile 2009

Diario politico italiano : pagna 43

La crisi e' finita!
L'annuncio della Confindustria rompe il cupo silenzio della fosca sistuazione economica mondiale e quindi anche italiana. La previsione di schiarita all'orizzonte e' un azzardato volo pindarico ancora meno generico di una previsione astrologica. Con molta probabilita' le concessioni dei sindacati con la firma del nuovo accordo sulla contrattazione di secondo livello e l'innondazione di concessioni per le domande di cassa integrazione e mobilita' hanno dato il loro effetto. Ora si passa alla campagna propagandistica per orientare la percezione della gente, per ricoprire tutto di una patina di tranquillita'. Fuori la tempesta si sta preparando. La maggior parte delle grandi banche americane sono virtualmente insolventi, le banche giapponesi stanno valutando di richiedere aiuti allo stato, la banca centrale Europea sta pensando di abbassare ancora i tassi di riferimento e l'Euribor minaccia ancora di risollevare il capo. Le borse non hanno ancora finito di spennare i polli che con incoscienza stanno provando a trarre profitto dalla situazione disastrata della maggior parte delle societa' quotate, nella disperata ricerca di recuperare tutto il profitti fittizi creati nel tempo. Intanto aumentano i disoccupati in tutto il mondo, in Francia il clima e' sempre piu' teso e le rivolte violente dei lavoratori contro i manager delle aziende in cui lavorano si fanno sempre piu' numerosi. La cassa integrazione aumenta con percentuali da capogiro e gli ultimi rapporti dell'ISTAT stimano che circa il 4% della popolazione italiana (due milioni e mezzo di persone) sono in uno stato di poverta' assoluta. Superfluo poi parlare di debito e deficit perche' stanno aumentando ovunque alla velocita' della luce. L'FMI dice che in Italia il PIL si ridurra' di 4 punti percentuali quest'anno e di -0,4 nel 2010 ma sopratutto il deficit di quest'anno salirà a livelli molto superiori rispetto a quelli richiesti dal trattato di Maastrich (5,4%) per poi salire ancora al 5,9% l'anno prossimo. Importanti anche le ricadute sul debito pubblico che, in rapporto al Pil, cresce dal 105,8% del 2008 al 115,3% per poi salire ancora al 121,1% nel 2010 e al 129,4% nel 2014. Notizie nere anche per il lavoro con un forte aumento del tasso di disoccupazione che dal 6,8% della forza lavoro del 2008 salirà quest'anno all'8,9% per passare al 10,5% nel 2010.
Un intero pianeta che invece di lasciare che la bolla si sgonfi, che falliscano chi deve fallire sta continuando a gonfiare. Intanto l'FMI ha stimato che esiste una cifra pari a 4000 miliardi di dollari di svalutazioni di asset globali, cioe' di valore fittizio creato e non reale. Il mondo si sta facendo sempre piu' piccolo e angusto e solo i piu' forti potranno ancora viverci. La Cina si e' accorta che la sua stabilita' economica e sociale e' in pericolo visto che l'eta' media si sta alzando e ora ci sono piu' anziani rispetto alla popolazione di lavoratori e per garantire risorse alimentari in tempo di crisi inviera' 1 milione di contadini cinesi in vari paesi dell'africa a coltivare la terra per rifornire la patria di sufficienti scorte alimentari. Anche altri paesi hanno investito acquistando nel 2008 terreni all'estero. Tutti si muovono verso il "prodotto autarchico" alla ricerca di una virtuale indipendenza di mezzi e risorse, si prepara un mondo di barriere economiche e di battaglie economiche se non vere e proprie guerre. E' una questione di sopravvivenza. L'indipendenza contro la dipendenza, l'autarchia contro la globalizzazione. C'e' chi si prepara investendo in economia reale e chi invece crea denaro e gonfia i debiti per sostenere ancora tutto il sistema farlocco: chi ha piu' probabilita' di sopravvivere?
Riferimenti: