Chi sono?
Nasco primogenito in quel di Roma nel 1969 in una via foriera di mirabilanti e inimmaginabili prosperi futuri: via Lorenzo il Magnifico. Ancora attendo l'avverarsi di questa profezia. Per sommo errore una volta giudicato maturo dall'istituzione scolastica scelgo di fare Ingegneria. Questa scelta cambiera' drasticamente il mio destino e le mie inclinazioni mortificando inconsapevolmente ogni mia aspirazione e interesse. Dopo aver pagato a suon di stempiatura e diradamento di capelli la mia scelta vengo fagocitato dalla triste e mediocre realta' del lavoro da cui ancora oggi provo a stento di liberarmi con tutte le mie forze, ma oramai la routine ha fiaccato ogni mia velleita'.
lunedì 8 ottobre 2007
La rete e i poteri forti
Proporre una struttura economica e sociale come la catena significa andare in contro a un problema di ordine opportunistico. Sappiamo bene che oggi le societa' sviluppate costituiscono la minoranza della popolazione sulla faccia della terra e queste ultime consumano quasi l'80% delle risorse del pianeta. I costi di questi consumi sono indirettamente scaricate sul resto della popolazione mondiale che vive in uno stato miserevole di poverta'. Prefigurare la possibilita' di una societa' universalmente connessa e che soddisfa i suoi bisogni collaborando sembra un obiettivo impossibile e per alcuni fastidioso. Non dobbiamo scordarci che nelle societa' sviluppate la maggior parte della produzione e' concentrata nei servizi terziari i quali a loro volta non possono sempre definirsi propriamente produttivi per quel che riguarda il soddisfacimento dei bisogni primari delle persone. E' anche vero probabilmente che la stessa terra non riesce piu' a sostenere la crescita democrafica della razza umana. La via che propongo e' quella dell'integrazione della produzione compatibilmente con i ritmi della natura, la sovraproduzione che risponde a meccanismi di profitto sta distruggendo i territori rendendo sempre meno fertile la terra e diminuendo le disponibilita' di territori coltivabili. L'unico futuro che ci propongono e' quello dell'OGM e delle coltivazioni artificiali. Esiste poi una presenza di poteri forti che sopravvive mantenedo la situazione economica e produttiva cosi' com'e' sfruttando il sentimento opportunista che regna in ognuno di noi. I costi indiretti della produzione come l'inquinamento, l'inaridimento delle terre coltivabili, la sottrazione di risorse alle popolazioni del terzo mondo, la poverta' per la maggior parte dei consumatori mondiali e' trasparente ed e' un fardello troppo pesante perche' possa essere gestito dal singolo individuo. E' per questo che le persone comuni si rifugiano nella loro "zona di comfort" fatta di abitudini e di bisogni e servizi che gli vengono forniti e che nell'insieme costituisce la sua qualita' di vita. Non sono disposti facilmente a rinunciarci. L'opportunismo e l'individualismo che oramani regnano in ogni individuo lo portano a sfruttare ogni inefficienza del sistema a suo vantaggio perche' il sistema stesso rappresenta un corpo estraneo dalla sua persona, non lo sfiora minimamente l'idea che il sistema e' fatto di persone come lui e che ogni suo privilegio e' qualcosa tolto ad un altro. Si e' perso anche il concetto che le soddisfazioni costano fatica e sudore della fronte e ogni cosa va guadagnata, e' anche una questione di dignita' personale. Oggi la vita e' diventata troppo facile e banale, troppo comoda e priva di grosse emozioni, quasi perde di ogni significato perche' le cose ti arrivano senza muovere un muscolo. E qualcuno, pochi, ci marcia su questo sistema di cose e vive al di sopra delle possibilita' della gente comune. Questi sono i poteri forti, coloro i quali fanno squadra per mantenere le loro posizioni di privilegio ma che poi si mangiano tra di loro quando si tratta di dividere la ricca torta. Ogni mezzo e' lecito per i poteri forti per mantenere la situazione cosi' com'e' ed allargare la loro influenza e la dipendenza della gente da loro. La situazione attuale vede le persone dipendere come cuccioli appena nati dalle mammelle del sistema e il sistema e' un corpo estraneo gestito dai poteri forti, il sistema e' lo stato, sono le multinazionali, sono le grosse strutture finanziarie e sono gli enti sovranazionali. Tutti loro sono spinti dalla brama di potere e dalla ricchezza. Spingere per un sistema in cui tutti collaborano e danno il loro contributo significa dare giustificazione e significato alle proprie azioni e come si potrebbero porre queste persone che vivvono da parassiti succhiando il sangue a un sistema-mostro che loro stessi hanno creato e alimentano? La loro arma contro la catena e' la perdita delle comodita' e dei privilegi sia piccoli che grandi a cui nessuno puo' rinunciare facilmente. Tra una prospettiva di fatica e sudore della fronte e l'attuale vita comoda e piena di agi la scelta non e' difficile. E' per questa ragione che i poteri forti sopravvivono e mantengono salde le loro posizioni altolocate e la gente comune vive nell'aspirazione a ricoprire un giorno quei posti. Falso ideale che occupa la mente di ognuno di noi trasformandolo in brama, e' un gioco che ci riporta al mondo animale da cui veniamo. Come in un branco esiste il capo che domina allo stesso modo egli sa che prima o poi la sua posizione di privilegio verra' minacciata da un giovane lupo che vorra' prendere il suo posto. Nella vita lottiamo per prendere posizioni di privilegio, per avere piu' soldi e ci scordiamo di essere diversi dalle bestie e di avere una mente razionale che pensa e studia il mondo che gli sta intorno e che crea e costruisce e che grazie al confronto con i suoi simili puo' arrivare a toccare la perfezione. In fondo anche il potere e' una forma di rapporto con gli altri in cui quello che cerchiamo e' il riconoscimento e l'approvazione, solo che e' una forma corrotta di interazione con gli altri. Molto probabilmente per sbloccare la situazione di staticita' delle dinamiche sociali attuali verso una configurazione che prevede la catena/rete come prospettiva avremo bisogno di una guida. Piu' la coscienza umana e la razio perdono di lucidita' e si assopiscono negli schemi di tutti i giorni e piu' e' forte l'esigenza di una leader che risvegli le coscienze, e l'esigenza viene proprio dalle coscienze di tutti che indirettamente chiedono di essere risvegliate. Il leader e' una guida un simbolo del cambiamento, il succedaneo dei poteri forti e per questo la sua nascita e ascesa sara' da sempre osteggiata.
mercoledì 3 ottobre 2007
Il Monastero
Istituzione fondante e strumento facilitatore per la realizzazione della catena o rete e' il Monastero. Per istituzione intendo quell'organizzazione, o meccanismo o struttura sociale, che governano il comportamento di due o più individui. Non a caso uso la terminologia simbolica che rappresenta il centro di culto religiosa delle comunita'. Come il monastero e' il centro di culto religioso cosi' il monastero e' il centro nevralgico della catena, punto fondamentale di aggregazione e di confronto. La Secolarizzazione in occidente ha portato alla perdita dell'ingerenza della religione nella vita di tutti i giorni generando pero' uno Stato e un'articolazione amministrativa che rappresenta quasi un corpo estraneo a quello che e' il reale tessuto sociale. Citando Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Secolarizzazione) La societa' - nel suo complesso - non adotta più un comportamento sacrale, si allontana da schemi, usi e costumi tradizionali, da posizioni dogmatiche e aprioristiche, specialmente in campo religioso; questo fenomeno investe tutto il sistema dei valori, modificandoli e, con essi, trasformando anche le identità, le appartenenze, comprese quelle laiche o laicizzate. Questo aspetto della modernizzazione che ha incentivato l'istruzione laica obbligatoria e la separazione tra stato e chiesa ha avuto come conseguenze da una parte l'urbanizzazione, l'industrializzazione e la mobilita' di classe ma di contro ha introdotto l'individualismo, la passivita', la corruzione e il parassitismo. Chiaramente in contrapposizione alla secolarizzazione non pongo il dogmatismo e le verita' aprioristiche e quindi non prefiguro la creazione di un clero che abbia un ruolo distinto da quello dei fedeli di tipo direttivo, ma una autogestione fondata su valori sacri cioe' intoccabili e che appartengono alla sfera del divino. Invoco la sacralita' dei valori perche' devono essere intoccabili e non rispettarli deve essere considerato peccato verso il genere umano stesso, sacrilegio. La sfera dei valori e' separata dall'uomo, e' verita' assoluta e universale, e' il contatto diretto con la divinita' che risiede nell'uomo e' l'aspirazione alla divinita' dell'uomo stesso. Non per questo credo nell'esistenza materiale di uno Dio ma credo nell'esistenza della natura divina dell'uomo daterminata dai suoi valori piu' alti. Per questo il monastero deve essere il centro dell'insegnamento dei valori sacri che si adopera a che vengano tramandati e messi in opera grazie alla tradizione e alla liturgia. Il monastero e' il luogo dove la ricerca della verita' e della liberta' interiore avviene attraverso un cammino insieme agli altri, un luogo dove il rito comunionale ricalca i passi del "discorso della montagna" nel Vangelo secondo Matteo come orientamento generale ma differendo nei contenuti eventualmente. Il monastero con la sua centralita' costituisce le giunture della rete, l'insieme dei monasteri rappresentano una catena dove tutti comunicano con tutti e rappresentano un unico organismo. I monasteri devono diventare centri di educazione spirituale, di conoscenza e di istruzione intorno ai quali costruire la vita di tutti i giorni e organizzarla in tutte le sue articolazioni. Il monastero e' il simbolo dell'appartenenza e della comunione e i fedeli sopportando grandi sacrifici si battono per la verita' e la giustizia allontanado da se la corruzione, il desiderio, l'ignoranza e la paura. Il monastero diviene il centro della coscienza morale, il punto di riferimento e lo stimolo per la buona pratica delle virtu' con la sua liturgia. Solo con la presenza del monastero e' possibile un autentico recupero della verita' e del significato del proprio destino, un recupero della nostra coscienza religiosa lontana dalle gerarchie clericali e dalla ricerca di una consolazione divina e un paradiso celeste ma piu' vicina alla divinita' che e' dentro l'uomo.
lunedì 1 ottobre 2007
Birmania, Sri Lanka e Maldive: nuove rivoluzioni?
Cosa lega questi paesi oltre all'evidente fatto di trovarsi in una posizione geografica di vicinato. Ufficialmente sono delle repubbliche che hanno conquistato la loro indipendenza dal regime coloniale in tempi recenti, andiamo per ordine quindi e vediamo cosa c'e' sotto.
Sri Lanka:
Lo Sri Lanka, la lacrima dell'India, nel 1948 conquista la sua indipendenza come repubblica dal dominio prima portoghese poi olandese e infine colonia inglese. E' sempre stato un paese caratterizzato dalle profonde tensioni tra la maggioranza singalese di religione buddhista e la minoranza Tamil induista. Ci sono stati vent'anni di scontri civili tra governo in carica e tigri Tamil fino al 2001 con la firma di un trattato di tregua. Sta di fatto che da una parte Stati Uniti, Inghilterra, Australia, India e Canada hanno dichiarato i Tamil organizzazione terroristica mentre dall'altra parte il presidente dello Sri Lanka ha dichiarato che ci sono profonde discriminazioni razziali nella societa' singalese che portano al terrorismo. I Tamil ancora oggi chiedono la separazione di uno stato indipendente e nella regione nord hanno costituito un vero e proprio stato indipendente con organi di polizia, giustizia e fisco e sono finanziati dall'imponente diaspora tamil in America, Canada, Inghilterra, Australia. Il governo in Sri Lanka sta assumendo connotazioni nazionalistiche e conservatrici, il capo dello stato e' sia capo del governo che comandante in capo delle forze armate e puo' sospendere un'udienza parlamentare o sciogliere il paramento in qualsiasi momento. L'Economia si e' mossa da un moderato socialismo ha un aumento delle privatizzazioni e all'apertura all'economia di mercato con le esportazioni: tessile e abbigliamento (63%) e alimentare con cannella e te (20%). L'economia negli anni 90 e' cresciuta del 5,5% finche' una siccita' e il deteriorarsi della sicurezza diminuirono la crescita al 3,8% nel 1996. Ci fu una ripresa tra il 1997 e il 200 ma nel 2001 ci fu la prima contrazione nella storia del paese dovuta a una combinazione di carenze di energia, gravi problemi di bilancio, la crisi economica globale e il conflitto etnico in corso. Oggi pero' la borsa di Colombo ha una grande crescita e lo Sri Lanka ha il piu' alto reddito pro-capite dell'Asia meridionale che e' quasi il doppio dell'India. inoltre i dati piu' che ottimi del turismo hanno portato la crescita nel 2007 al 7%. C'e' inoltre da far notare un tasso di alfabetizzazione del 92% e il 66% della popolazione ha frequentato scuole superiori.
Birmania:
Confina con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Dopo il colpo di stato del 1988 e' sotto il regime militare di Than Shwe. Anche la birmania come lo Sri Lanka e' un paese in via di sviluppo con una popolazione di 51 milioni di abitanti. L'etnia maggioritaria e' quella dei Bamar ed e' in perenne conflitto con le minoranze locali che sono tante e nel 1948 quanto la Birmania si trasformo' in una repubblica indipendente liberandosi dal dominio dell'Inghilterra, avanzarono richieste di uno stato federale supportandole con una guerriglia che fu soffocata duramente. La popolazione birmana e' molto composita e questo rende difficile l'integrazione dei vari gruppi etnici. Nel 1962 il governo democratico fu destituito da un colpo di stato militare che porto' al governo una giunta militare per 26 anni in cui furono persegite politiche socialiste con la nazionalizzazione delle industrie, la soppressione dei partiti e la proibizione del libero scambio che portarono all'isolamento del paese: chiaramente anche i diritti civili e la liberta' di stampa furono aboliti. Dopo le rivolte studentesche del 1988 che provocarono migliaia di morti il generale Ne Win al governo si dimise e fu proclamata la legge marziale mentre un altro generale organizzo' un altro colpo di stato. Nel 1990 si tennero per la prima volta in 30 anni le elezioni libere e il partito del premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi porta all'Assemblea Costituente 392 membri su un totale di 485, questo causo' da parte del partito al governo spalleggiato dall'esercito lo scioglimento dell'Assemblea e l'arresto dei leader del partito all'opposizione. L'aspettativa di vita in Birmania e' di 58 anni per i maschi e 64 per le donne e la mortalita' infantile e' del 69 per mille, tutto questo pone la birmania nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano e inoltre il 79% della popolazione vive in villaggi. L'analfabetismo pero' e' stato ridotto al 15%. La birmania e' una delle nazioni piu' povere del mondo per ristagno economico, cattiva gestione ed isolamento. Con il governo militare/socialista il governo controllava tutte le aziende con l'eccezione di quelle agricole. Solo nel 1989 il governo ha iniziato a decentralizzare il controllo economico liberalizzando determinati settori dell'economia, pero' le industrie delle gemme, la lavorazione dell'olio e la silvicultura rimangono ancora severamente regolate. Sotto il dominio britannico la birmania era una delle colonie piu' ricche con le esportazioni di riso, olio e teck, oggi la mancanza di infrastrutture la rende una delle piu' povere: ferrovie vecchie e rudimentali, poca manutenzione, poche autostrade e le merci viaggiano sopratutto attraverso il confine birmano-thailandese da dove la maggior parte delle droghe illegali sono esportate. La coltura primaria e' il riso anche se solo il 14% del territorio e' coltivabile. Sulle montagne nordorientali ai confini con il Laos e la Thailandia e' diffusa la coltivazione di oppio (da cui si ricava l'eroina) nel cosidetto Triangolo d'oro. E' consistente il patrimonio dato dall'allevamento di bovini e la pesca, inoltre le foreste forniscono pregiati legnami tra cui il teck. Inoltre ci sono discrete riserve petrolifere nelle isole e una buona presenza di gas naturale. Si estrae piombo, zinco, stagno e tungsteno e rubini. Tra le industrie si evidenziano quella tessile, alimentare, cementizie, metallifere e belliche. il ricco patrimonio artistico di templi e monasteri ha accresciuto l'industria del turismo evidenziando questo come il principale settore nel terziario. Nella cultura Bamar il monastero e' il centro della vita culturare e i monaci sono venerati anche dai laici, monaci buddhisti. Il 92% della popolazione e' buddhista. La Birmania da quando il regime militare si e' instaurato e' stata teatro di una feroce guerra civile, fra i maggiori gruppi attivi vi erano i comunisti. Ci sono attualmente molti rifugati al confine con la Thailandia dove sono presenti campi profughi e li' sono privi di corrente, medicinali e la popolazione e' estenuata da fame e malnutrizione e per sopravvivere molti bambini vengono costretti alla prostituzione e al lavoro forzato. Sul paese pesano le sanzioni economiche dell'America e della UE contro il regime militare. Questo ha fatto si che molte aziende occidentali abbiano lasciato la Birmania favorendo l'ingresso di societa' asiatiche (tra cui la Cina) che investono pesantemente sopratutto nell'estrazione di gas naturale.
Maldive:
Durante la seconda guerra mondiale sono un possedimento strategico per la marina britannica. L'indipendenza dall'Inghilterra fu sancita nel 1965 e divenne un sultanato a maggioranza islamica. Nel 1968 diviene repubblica presidenziale. L'aspettativa di vita è cresciuta negli ultimi anni in seguito al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e attualmente è pari a 64,06 anni. La popolazione maldiviana e' di origine indiana o araba e di religione islamica sunnita ma negli ultimi anni si è verificata una notevole immigrazione dallo Sri Lanka, dall'India e dal Bangladesh a scopo d'impiego presso i villaggi turistici. La risorsa economica principale è il turismo che costituisce circa il 20% del PIL. Gran parte delle entrate statali sono costituite da imposte e tasse legate al turismo o a dazi sulle importazioni. Le isole destinate a divenire resort turistici vengono date in concessione a società estere, spesso basate negli Emirati Arabi uniti, che vi costruiscono il resort e lo gestiscono per un certo numero di anni, stringendo accordi commerciali con le agenzie o gli operatori turistici esteri che inviano i propri clienti. Allo scadere della concessione, l'isola e tutto ciò che vi è stato costruito ritorna in possesso del governo maldiviano che solitamente rinnova la concessione o la affida ad un'altra società. L'attività principale è la pesca ma è rilevante anche lo sfruttamento dei coralli per ricavarne materiale da costruzione. L'agricoltura risente ovviamente della scarsità di terreno coltivabile; su ogni isola abitata vi sono piccole piantagioni di palme da cocco, papaya e alberi del pane. Il cocco rappresenta la risorsa agricola principale. Il Presidente, che è anche capo delle forze armate e suprema autorità religiosa, viene eletto dal Parlamento per un periodo prorogabile di 5 anni. Nel Paese, anche se la costituzione ne consente la formazione, non esistevano partiti politici e il presidente attuale governa il paese in modo totalitario, esercitando un rigoroso controllo dei mezzi di informazione e impedendo di fatto l'esistenza di un movimento di opposizione. E' stato pubblicato un rapporto da Amnesty International sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime del presidente tra cui maltrattamenti nelle carceri maldiviane, imprigionamenti di giornalisti e politici dell'opposizione e sviluppo di numerose carceri negli atolli più distanti. Nell'agosto 2004 vi è stata una imponente manifestazione a Male' per chiedere il rilascio dei prigionieri politici e una riforma del sistema politico. La manifestazione è stata dispersa dalle forze dell'ordine e nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza; in seguito a queste vicende si sono accese altre manifestazioni contro il regime che, secondo l'opposizione esiliata all'estero, hanno portato a ulteriori arresti di massa.
Siamo quindi in presenza di tre paesi in via di sviluppo dominati da regimi totalitari e da religioni che investono la vita politica dei cittadini, anche se con storie diverse alle spalle, e sconvolti da intolleranze etniche. E' di oggi la notizia dell'esplosione di una bomba artigianale nella capitale delle Maldive che segue quella della rivolta dei monaci buddhisti contro il regime militare in Birmania. Non e' facile uniformare e omologare popolazioni con culture cosi' radicate anche grazie alla profonda influenza e penetrazione della religione. Qui l'identita' di popolo e' ancora troppo forte rispetto agli stereotipi capitalistici che tanto hanno attirato la societa' occidentale che aveva abbandonato il suo "oppio dei popoli" per avvicinarsi a una nuova droga. D'altro canto e' piu' facile sottomettere un popolo con una sua precisa identita' e che ha profondi valori morali e precetti indicati dalla religione, basta imporre la propria guida illuminata in conformita' ai precetti religiosi. Piccole realta' che andranno piano piano scomparendo soggiogate dal peso dell'omologazione globale e che disperatamente fanno sentire il loro grido di ribellione contro l'oppressione. Quanto e' beffardo il destino, oggi quei regimi totalitari che opprimono questi paesi tentano di conservare intatto il patrimonio di identita' di questi popoli preservandolo dalla contaminazione, essi sono la loro unica arma contro la globalizzazione e la mancanza di valori della societa' capitalistica. E' inevitabile come prima o tardi questi regimi cadranno e allora la liberta' conquistata costera' per tutti loro la schiavitu' al regime capitalistico globale.
Sri Lanka:
Lo Sri Lanka, la lacrima dell'India, nel 1948 conquista la sua indipendenza come repubblica dal dominio prima portoghese poi olandese e infine colonia inglese. E' sempre stato un paese caratterizzato dalle profonde tensioni tra la maggioranza singalese di religione buddhista e la minoranza Tamil induista. Ci sono stati vent'anni di scontri civili tra governo in carica e tigri Tamil fino al 2001 con la firma di un trattato di tregua. Sta di fatto che da una parte Stati Uniti, Inghilterra, Australia, India e Canada hanno dichiarato i Tamil organizzazione terroristica mentre dall'altra parte il presidente dello Sri Lanka ha dichiarato che ci sono profonde discriminazioni razziali nella societa' singalese che portano al terrorismo. I Tamil ancora oggi chiedono la separazione di uno stato indipendente e nella regione nord hanno costituito un vero e proprio stato indipendente con organi di polizia, giustizia e fisco e sono finanziati dall'imponente diaspora tamil in America, Canada, Inghilterra, Australia. Il governo in Sri Lanka sta assumendo connotazioni nazionalistiche e conservatrici, il capo dello stato e' sia capo del governo che comandante in capo delle forze armate e puo' sospendere un'udienza parlamentare o sciogliere il paramento in qualsiasi momento. L'Economia si e' mossa da un moderato socialismo ha un aumento delle privatizzazioni e all'apertura all'economia di mercato con le esportazioni: tessile e abbigliamento (63%) e alimentare con cannella e te (20%). L'economia negli anni 90 e' cresciuta del 5,5% finche' una siccita' e il deteriorarsi della sicurezza diminuirono la crescita al 3,8% nel 1996. Ci fu una ripresa tra il 1997 e il 200 ma nel 2001 ci fu la prima contrazione nella storia del paese dovuta a una combinazione di carenze di energia, gravi problemi di bilancio, la crisi economica globale e il conflitto etnico in corso. Oggi pero' la borsa di Colombo ha una grande crescita e lo Sri Lanka ha il piu' alto reddito pro-capite dell'Asia meridionale che e' quasi il doppio dell'India. inoltre i dati piu' che ottimi del turismo hanno portato la crescita nel 2007 al 7%. C'e' inoltre da far notare un tasso di alfabetizzazione del 92% e il 66% della popolazione ha frequentato scuole superiori.
Birmania:
Confina con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Dopo il colpo di stato del 1988 e' sotto il regime militare di Than Shwe. Anche la birmania come lo Sri Lanka e' un paese in via di sviluppo con una popolazione di 51 milioni di abitanti. L'etnia maggioritaria e' quella dei Bamar ed e' in perenne conflitto con le minoranze locali che sono tante e nel 1948 quanto la Birmania si trasformo' in una repubblica indipendente liberandosi dal dominio dell'Inghilterra, avanzarono richieste di uno stato federale supportandole con una guerriglia che fu soffocata duramente. La popolazione birmana e' molto composita e questo rende difficile l'integrazione dei vari gruppi etnici. Nel 1962 il governo democratico fu destituito da un colpo di stato militare che porto' al governo una giunta militare per 26 anni in cui furono persegite politiche socialiste con la nazionalizzazione delle industrie, la soppressione dei partiti e la proibizione del libero scambio che portarono all'isolamento del paese: chiaramente anche i diritti civili e la liberta' di stampa furono aboliti. Dopo le rivolte studentesche del 1988 che provocarono migliaia di morti il generale Ne Win al governo si dimise e fu proclamata la legge marziale mentre un altro generale organizzo' un altro colpo di stato. Nel 1990 si tennero per la prima volta in 30 anni le elezioni libere e il partito del premio nobel per la pace Aung San Suu Kyi porta all'Assemblea Costituente 392 membri su un totale di 485, questo causo' da parte del partito al governo spalleggiato dall'esercito lo scioglimento dell'Assemblea e l'arresto dei leader del partito all'opposizione. L'aspettativa di vita in Birmania e' di 58 anni per i maschi e 64 per le donne e la mortalita' infantile e' del 69 per mille, tutto questo pone la birmania nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano e inoltre il 79% della popolazione vive in villaggi. L'analfabetismo pero' e' stato ridotto al 15%. La birmania e' una delle nazioni piu' povere del mondo per ristagno economico, cattiva gestione ed isolamento. Con il governo militare/socialista il governo controllava tutte le aziende con l'eccezione di quelle agricole. Solo nel 1989 il governo ha iniziato a decentralizzare il controllo economico liberalizzando determinati settori dell'economia, pero' le industrie delle gemme, la lavorazione dell'olio e la silvicultura rimangono ancora severamente regolate. Sotto il dominio britannico la birmania era una delle colonie piu' ricche con le esportazioni di riso, olio e teck, oggi la mancanza di infrastrutture la rende una delle piu' povere: ferrovie vecchie e rudimentali, poca manutenzione, poche autostrade e le merci viaggiano sopratutto attraverso il confine birmano-thailandese da dove la maggior parte delle droghe illegali sono esportate. La coltura primaria e' il riso anche se solo il 14% del territorio e' coltivabile. Sulle montagne nordorientali ai confini con il Laos e la Thailandia e' diffusa la coltivazione di oppio (da cui si ricava l'eroina) nel cosidetto Triangolo d'oro. E' consistente il patrimonio dato dall'allevamento di bovini e la pesca, inoltre le foreste forniscono pregiati legnami tra cui il teck. Inoltre ci sono discrete riserve petrolifere nelle isole e una buona presenza di gas naturale. Si estrae piombo, zinco, stagno e tungsteno e rubini. Tra le industrie si evidenziano quella tessile, alimentare, cementizie, metallifere e belliche. il ricco patrimonio artistico di templi e monasteri ha accresciuto l'industria del turismo evidenziando questo come il principale settore nel terziario. Nella cultura Bamar il monastero e' il centro della vita culturare e i monaci sono venerati anche dai laici, monaci buddhisti. Il 92% della popolazione e' buddhista. La Birmania da quando il regime militare si e' instaurato e' stata teatro di una feroce guerra civile, fra i maggiori gruppi attivi vi erano i comunisti. Ci sono attualmente molti rifugati al confine con la Thailandia dove sono presenti campi profughi e li' sono privi di corrente, medicinali e la popolazione e' estenuata da fame e malnutrizione e per sopravvivere molti bambini vengono costretti alla prostituzione e al lavoro forzato. Sul paese pesano le sanzioni economiche dell'America e della UE contro il regime militare. Questo ha fatto si che molte aziende occidentali abbiano lasciato la Birmania favorendo l'ingresso di societa' asiatiche (tra cui la Cina) che investono pesantemente sopratutto nell'estrazione di gas naturale.
Maldive:
Durante la seconda guerra mondiale sono un possedimento strategico per la marina britannica. L'indipendenza dall'Inghilterra fu sancita nel 1965 e divenne un sultanato a maggioranza islamica. Nel 1968 diviene repubblica presidenziale. L'aspettativa di vita è cresciuta negli ultimi anni in seguito al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e attualmente è pari a 64,06 anni. La popolazione maldiviana e' di origine indiana o araba e di religione islamica sunnita ma negli ultimi anni si è verificata una notevole immigrazione dallo Sri Lanka, dall'India e dal Bangladesh a scopo d'impiego presso i villaggi turistici. La risorsa economica principale è il turismo che costituisce circa il 20% del PIL. Gran parte delle entrate statali sono costituite da imposte e tasse legate al turismo o a dazi sulle importazioni. Le isole destinate a divenire resort turistici vengono date in concessione a società estere, spesso basate negli Emirati Arabi uniti, che vi costruiscono il resort e lo gestiscono per un certo numero di anni, stringendo accordi commerciali con le agenzie o gli operatori turistici esteri che inviano i propri clienti. Allo scadere della concessione, l'isola e tutto ciò che vi è stato costruito ritorna in possesso del governo maldiviano che solitamente rinnova la concessione o la affida ad un'altra società. L'attività principale è la pesca ma è rilevante anche lo sfruttamento dei coralli per ricavarne materiale da costruzione. L'agricoltura risente ovviamente della scarsità di terreno coltivabile; su ogni isola abitata vi sono piccole piantagioni di palme da cocco, papaya e alberi del pane. Il cocco rappresenta la risorsa agricola principale. Il Presidente, che è anche capo delle forze armate e suprema autorità religiosa, viene eletto dal Parlamento per un periodo prorogabile di 5 anni. Nel Paese, anche se la costituzione ne consente la formazione, non esistevano partiti politici e il presidente attuale governa il paese in modo totalitario, esercitando un rigoroso controllo dei mezzi di informazione e impedendo di fatto l'esistenza di un movimento di opposizione. E' stato pubblicato un rapporto da Amnesty International sulle violazioni dei diritti umani perpetrate dal regime del presidente tra cui maltrattamenti nelle carceri maldiviane, imprigionamenti di giornalisti e politici dell'opposizione e sviluppo di numerose carceri negli atolli più distanti. Nell'agosto 2004 vi è stata una imponente manifestazione a Male' per chiedere il rilascio dei prigionieri politici e una riforma del sistema politico. La manifestazione è stata dispersa dalle forze dell'ordine e nel Paese è stato dichiarato lo stato di emergenza; in seguito a queste vicende si sono accese altre manifestazioni contro il regime che, secondo l'opposizione esiliata all'estero, hanno portato a ulteriori arresti di massa.
Siamo quindi in presenza di tre paesi in via di sviluppo dominati da regimi totalitari e da religioni che investono la vita politica dei cittadini, anche se con storie diverse alle spalle, e sconvolti da intolleranze etniche. E' di oggi la notizia dell'esplosione di una bomba artigianale nella capitale delle Maldive che segue quella della rivolta dei monaci buddhisti contro il regime militare in Birmania. Non e' facile uniformare e omologare popolazioni con culture cosi' radicate anche grazie alla profonda influenza e penetrazione della religione. Qui l'identita' di popolo e' ancora troppo forte rispetto agli stereotipi capitalistici che tanto hanno attirato la societa' occidentale che aveva abbandonato il suo "oppio dei popoli" per avvicinarsi a una nuova droga. D'altro canto e' piu' facile sottomettere un popolo con una sua precisa identita' e che ha profondi valori morali e precetti indicati dalla religione, basta imporre la propria guida illuminata in conformita' ai precetti religiosi. Piccole realta' che andranno piano piano scomparendo soggiogate dal peso dell'omologazione globale e che disperatamente fanno sentire il loro grido di ribellione contro l'oppressione. Quanto e' beffardo il destino, oggi quei regimi totalitari che opprimono questi paesi tentano di conservare intatto il patrimonio di identita' di questi popoli preservandolo dalla contaminazione, essi sono la loro unica arma contro la globalizzazione e la mancanza di valori della societa' capitalistica. E' inevitabile come prima o tardi questi regimi cadranno e allora la liberta' conquistata costera' per tutti loro la schiavitu' al regime capitalistico globale.
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