A casa dove vivo insieme a mio fratello abbiamo due modi diversi di fare le pulizie. A prescindere dal fatto che sto diventando una casalinga isterica e compulsiva tutti e due spostiamo la sporcizia. Che significa direte voi? Vado a spiegare. Io prendo la polvere che spazzo nelle stanze e la getto nel cestino e quella attaccata agli stracci dalla finestra (anche sbattendo i tappeti) e tutto quello che lavo, l'acqua sporca va nello scarico. Sposto quindi dalla casa verso altre destinazioni. Mio fratello semplicemente la polvere che spazza via la sposta dalle stanze direttamente in cucina dove la lascia li' in attesa che qualcuno le trovi altra collocazione. Quello che l'uomo ha fatto fin'ora con i rifiuti e' stato quello di spostarli lontano dalla sua vista. Oggi quei rifiuti stanno tornando indietro. L'unica alternativa che hanno per torglierli dalla vista e' quella di bruciarli. Distruggono quello che hanno prodotto producendo altri rifiuti e sprecando materia prima che viene persa irrimediabilmente. Perche' bruciare bottigliette di plastica significa produrre ceneri e fumi pericolosi ma anche distruggere per sempre il petrolio che e' servito a crearla cosi' che la prossima bottiglietta di plastica avra' bisogno di altro petrolio per essere fabbricata. Sicuramente un modo poco intelligente di guardare al nostro futuro su questo pianeta. Ultimamente si e' scoperta una gigantesca discarica, un minestrone di rifiuti galleggianti di plastica grande il doppio degli Stati Uniti d'America che galleggia nell'oceano pacifico, tenuta insieme dalle correnti sottomarine. C'e' di tutto, dai palloni alle buste di plastica agli spazzolini ai filtri delle sigarette, ci sono piu' di 100 milioni di tonnellate di scarti. Tutto questo e' documentato in un articolo dell'Indipendent attribuendo la scoperta a Charles Moore n oceanografo americano. La grande chiazza si trova al largo della California, attraversa l'oceano pacifico, oltrepassa le Hawaii e arriva fino quasi al Giappone. C'e' qualcuno che da piu' di 15 anni segue questo minestrone di rifiuti e lo descrive come un grosso animale che quando si avvicina alle coste vomita oggetti di plastica. Pare che ci siano rifiuti che risalgono a 50 anni fa, e qualcuno dice che sia la causa della morte di un milione di uccelli e di 100 mila mammiferi marini ogni anno. Tra l'altro quello che cade nell'oceano finisce dentro gli animali che poi sbarcano sulle nostre tavole. In un rapporto del WWf si annuncia che l'Amazzonia e' a rischio collasso. La deforestazione selvaggia e i cambiamenti climatici la stanno sitruggendo. Il piu' grande polmone verde e' fondamentale per la regolazione del clima di tutta la Terra. Le previsioni dicono che entro il 2030 oltre il 55% dei boschi umidi amazzonici potrebbe essere danneggiato irreparabilmente. La foresta assorbe una gran quantita' di calore solare, garantisce un'immensa fonte di acqua dolce e assorbe anidride carbonica dall'atmosfera. La deforestazione quindi fara' riscaldare il clima e diminuire le piogge. Sembra che oramai sia stato innescato un processo incontrollabile che ci portera' all'estinzione della specie.
Chi sono?
Nasco primogenito in quel di Roma nel 1969 in una via foriera di mirabilanti e inimmaginabili prosperi futuri: via Lorenzo il Magnifico. Ancora attendo l'avverarsi di questa profezia. Per sommo errore una volta giudicato maturo dall'istituzione scolastica scelgo di fare Ingegneria. Questa scelta cambiera' drasticamente il mio destino e le mie inclinazioni mortificando inconsapevolmente ogni mia aspirazione e interesse. Dopo aver pagato a suon di stempiatura e diradamento di capelli la mia scelta vengo fagocitato dalla triste e mediocre realta' del lavoro da cui ancora oggi provo a stento di liberarmi con tutte le mie forze, ma oramai la routine ha fiaccato ogni mia velleita'.
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martedì 12 febbraio 2008
giovedì 24 gennaio 2008
Rifiuti: articolo interessante
Posto questo link che mi sembra molto ma molto interessante nell'ambito dello smaltimento dei rifiuti urbani.
Devo verificare se tutto quello che si afferma sull'articolo sia la verita'.
mercoledì 23 gennaio 2008
Rifiuti: la mia proposta per la raccolta #2
Voglio completare la proposta per il miglioramento sulla raccolta rifiuti esposta nel precedente post
con una aggiunta doverosa.
La questione dell'"etichetta ecologica" (la voglio chiamare cosi') non serve molto se poi chi fattivamente opera per la raccolta dei rifiuti (ditte private, municipali, ..) non fanno corrispondere lo stesso standard negli strumenti che offrono, come cassonetti, secchi dell'immondizia e altro. La tendenza dovrebbe essere quella di uno standard comune per rendere banale e non faticosa lo smaltimento dei rifiuti urbani. In questo modo l'utente puo' sapere con facilita' in quale specifico cassonetto buttare lo specifico rifiuto. Possiamo aiutarci anche con dei colori, le etichette e i cassonetti dello stesso colore a indicare la specificita' merciologica del rifiuto. Ci sono fior fior di studi sull'impatto dei colori sulla psiche umana, forse questo potrebbe essere uno dei casi in cui l'applicazione puo' tornare utile.
martedì 23 ottobre 2007
Il clima e il ciclo vizioso

Oggi sui giornali appare l'articolo sull'anomala ondata di freddo che sta flagellando l'Italia. Oramai le stagioni non si manifestano piu' a distanza di 4 mesi ma a distanza di settimane passando da un estremo all'opposto, ogni mese e' una sorpresa. E con un tempo pazzo ci si ammala piu' spesso perche' abituarsi a questi cambiamenti repentini non e' semplice per l'organismo. A mio parere la teoria di Darwin sulla sopravvivenza della specie vista come capacita' di adattemento e privilegiando le specie piu' forte va rivista perche' le condizioni al contorno sono cambiate. Oggi la specie e' in generale malata e piena di acciacchi e gli ci vorranno secoli per adattarsi a questi cambiamenti, probabilmente siamo vicini a un evento di tabula rasa per cui siamo in attesa di una nuova specie e quella attuale verra' sterminata. Intanto appurato che questi cambiamenti climatici sono dovuti in gran parte all'operato umano le reazioni alle conseguenze non fanno che accelerare il processo, e' come un meccanismo che una volta avviato non e' piu' possibile fermare. E' un ciclo vizioso perche' il magggiore freddo inaspettato fa riaccendere i riscaldamenti in anticipo aumentando cosi' il periodo di inquinamento abientale da fumi di scarico. Le cose non sono diverse quando il caldo aumenta inaspettatamente, il che comporta l'utilizzo smodato di impianti di condizionamento ambientale che influiscono anche essi pesantemente sull'inquinamento. Possiamo vedere l'ambiente come una locomotiva a carbone, quello che stiamo facendo e' di rifornirla incessantemente di carburante con le nostre pale, e' un treno che non si ferma anzi accelera sempre di piu'. Intanto aumentano i morti da temperature eccessive, aumentano i problemi di salute su anziani e bambini, febbre, tosse, catarro, raffreddori: aumentano i virus e le malattie. Oggi queste conseguenze ci stanno uccidendo piano piano, lentamente, domani forse i tempi saranno accelerati.
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