Chi sono?

Nasco primogenito in quel di Roma nel 1969 in una via foriera di mirabilanti e inimmaginabili prosperi futuri: via Lorenzo il Magnifico. Ancora attendo l'avverarsi di questa profezia. Per sommo errore una volta giudicato maturo dall'istituzione scolastica scelgo di fare Ingegneria. Questa scelta cambiera' drasticamente il mio destino e le mie inclinazioni mortificando inconsapevolmente ogni mia aspirazione e interesse. Dopo aver pagato a suon di stempiatura e diradamento di capelli la mia scelta vengo fagocitato dalla triste e mediocre realta' del lavoro da cui ancora oggi provo a stento di liberarmi con tutte le mie forze, ma oramai la routine ha fiaccato ogni mia velleita'.

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martedì 4 novembre 2008

Lettera aperta al nuovo presidente degli Stati Unidi d'America

Egregio signor Presidente,
le scrivo questa mia per congratularmi con Lei per la vittoria e per complimentarmi con il popolo americano intero per la scelta di cambiare rotta. Le voglio manifestare la mia immensa gioia perche' vivendo in Italia sono costretto a godere di gioia riflessa non potendo rallegrarmi di nulla in questo paese abbandonato da Dio e dalla gente. La mia ammirazione per gli USA e' rinvigorita come mai prima d'ora perche' e' un paese che ha trovato la forza e le energie per raschiare via il vecchiume e il marciume che aveva fin'ora oppresso e offuscato questo grande paese e una nuova spinta sta per riportare gli USA verso nuovi traguardi e un futuro piu' luminoso. La prego di guardare alla nostra situazione politica con tenerezza e comprensione perche' purtroppo viviamo ancora sotto una cappa di disinformazione che opprime gli animi, imbarbarisce le persone e cancella ogni spinta critica, ogni ragionamento relegandoci a un sonno senza sogni a tinte scure. Quando incontrera' in nostro presidente del consiglio predisponga il suo animo al massimo della pietas e cerchi di assecondarlo tenendo sempre presente che non rappresenta affatto il popolo italiano ma bensi' la sua declinazione storica peggiore: la corruzione dell'animo e la cecita' della coscienza. Siamo un popolo fatto di individui soli, spaventati e colmi ti rabbia governati con la paura e privi di prospettive. Siamo un popolo senza un futuro e quindi sottosviluppato e in attesa che qualcosa cambi. Se un giorno si trovasse a farsi un'opinione sull'Italia di questi anni La prego non prenda come esempio il nostro governo, viviamo un incantesimo che ci ha relegato in un mondo buio e pieno di vizi in attesa che qualcuno ci svegli. Noi possiamo essere migliori dei vecchi che ci governano opprimendoci, possiamo tornare a sognare e a essere quello che un tempo eravamo. Oggi scommettiamo sui giovani, sul loro senso critico e sul loro livello di informazione e speriamo che continuino a lottare senza sosta, ma la maggior parte di noi e' stata privata di ogni forza e della capacita' di reagire o peggio e' stata inglobata nei meccanismi perversi del sistema ingannato da falsi schemi e pregiudizi, e ci siamo seduti in attesa che qualcosa cambi da sola. Se Lei fara' bene in America forse di riflesso qualcosa potra' cambiare anche qui in Italia. So con questo di gravarla di un'altra responsabilita' che avrebbe preferito non avere, ma non si preoccupi saremo discreti. Lei e' gia' parte del sogno americano ed e' diventato parte del mio sogno Italiano, idealmente e' come se avesse vinto le elezioni politiche anche qui in Italia. Segno sul mio calendario questa data come punto di svolta mondiale dell'umanita' e ho la presunzione di associare anche l'Italia a questa svolta nella speranza che anche qui ci sia uno scossone che faccia sobbalzare le coscienze di tutti in modo da riprendere nelle proprie mani la liberta' di scegliere il proprio futuro e di scrollarsi di dosso la sporcizia che ci tiene relegati in un mondo fatto di piccoli uomini e di piccole scelte.

lunedì 3 novembre 2008

Diario politico italiano: pagina 36

Coincidenze.
Mentre continuano le proteste degli studenti sui tagli dei finanziamenti alla scuola e universita' pubblica perpetrati da questo governo autoritario e arrogante, succedono strane coincidenze. Si incomincia a parlare di infiltrati tra i manifestanti, di provocatori e fiancheggiatori del governo, di squadracce di ragazzetti privi di cervello che alle spalle hanno sicuramente una vita agiata sopra la media e che non avendo come impegnare il proprio tempo si concentrano nel difendere i loro privilegi acquisiti dai loro genitori a suon di spranghe. Un'Italia sempre piu' priva di etica e sempre piu' incentrata sulla difesa senza esclusione di colpi degli interessi individuali. E' una coincidenza forse che si ricominci a parlare di strategia del terrore, tra le esternazioni deliranti di un senatore a vita e le notizie che circolano in rete. E' una coincidenza forse che riappaia il grande maestro, il burattinaio, l'eminenza grigia dell'intero disegno strategico di questo governo di fantocci quale e' Licio Gelli? Anche le sue dichiarazioni senza pudore lasciano allibiti di come questo popolo di rimbecilliti assopiti possa ancora sopportare che i complotti, i sotterfugi e il disegno pazzoide di un programma di rinascita italiana venga sbandierato ai quattro venti. E' una coincidenza che lo stato, tramite il ministero degli interni, si sia formalmente dichiarato parte civile in causa per denunciare gli atti delle manifestazioni studentesche riportando la polizia tra le piazze? Non ci meravigliamo piu' di nulla in Italia, e questo significa che siamo gia' clinicamente morti e non lo sappiamo. Unica ancora di salvezza per questa societa' corrotta e senza memoria sono i giovani, con il loro senso critico e la loro informazione. Se dovessero scomparire anche loro, se si dovessero omologare al modello di destra di quei giovani apatici e senza un obiettivo nella vita che non sia quello di difendere lo stato delle cose e il proprio tornaconto allora sara' la fine, e poi la guerra civile. C'e' bisogno di radere al suolo i privilegi in Italia e invece stiamo imboccando la via della dittatura oligarchica. Quando pero' questo percoso individualista si sara' diramato anche nelle classi meno agiate, quando chiunque si industriera' per fregare lo stato e il prossimo per prioprio tornaconto ci chiederemo chi ancora lavora per costruire una societa' unita e cooperante e solidale?

giovedì 9 ottobre 2008

Pentitevi!!!

Bene, oggi ho scoperto con profondo stupore che oltre agli innumerevoli post che ho scritto su tematiche economico finanziarie qualcuno legge piu' spesso post riguardanti altre mie strampalate tematiche. Per cui oggi vestiro' la parte del predicatore di folle. I tempi sono maturi. La chiesa gia' muove i suoi primi passi per portare sotto la sua ala rassicurante il maggior numero di pecorelle smarrite. Le invisibili reti di sicurezza e di certezze che proteggevano gli individui singoli si stanno sgretolando pian piano e rischiano la caduta nel precipizio senza fondo. La crisi dei mercati finanziari, il basso potere d'acquisto, il degrado degli ambienti cittadini, l'isolamento e il senso di alienazione degli individui di fronte a difficolta' insormontabili, la criminalita', l'inettitudine dei governanti, la presa in giro continua e senza pudore dei governanti. Uomini governati da uomini. Governanti e potenti che si sentono al di sopra delle condizioni di vita della gente comune e che impongono la loro autorita' a suon di soldi. La vita perde di significato se rapportata alla consapevolezza di vivere in uno stato di schiavitu' psicologica, frenati da una valanga di tabu' incrollabili quali "il potere viene dai soldi", "governare uno stato e' un mestiere difficile e che solo pochi possono fare", "se non hai soldi sei un poveraccio, un reietto e devi avere vergogna di cio'". Chi decide che un uomo sia migliore di un altro, quale e' il parametro di valore? Sono i soldi e il potere. Questo e' peggio del nichilismo, dell'annullazione cosciente di ogni valore oggettivo, questa e' l'imposizione di un impalcatura di valori artefatti che poco hanno a che fare con la giustizia, la verita' e la morale. E' necessario risvegliarsi da questo incubo, ma prima di questo bisogna pentirsi. Pentitevi di non aver mai fatto nulla per impedire tutto questo, di aver affossato la vostra coscienza tra una partita di calcio e una discoteca. Pentitevi di aver lasciato le nuove generazioni a raccogliere gli scarti prodotti dalla nostra societa' condannandoli quindi a vedere trasmissioni insulse e diseducative, a cercare nella droga il lenimento al loro vuoto interiore, a puntare a lavori che non producono valore per la comunita' ma solo molti soldi, a mortificare le loro passioni e peggio a non aver neanche la possibilita' di scoprirle mai. Pentitevi di non aver mai fatto nulla, di essere rimasti fermi a guardare il mondo andare in rovina, di aver tratto profitto dalle difficolta' dell'altro, di aver dimenticato di ragionare con la vostra testa, di esservi fatti gregge dietro le sottane del primo pastore che vi ha radunato. Pentitevi di essere stati fino a ieri dei perfetti cojoni. Se il vostro pentimento sara' sincero vedro' le piazze riempirsi di manifestanti.

giovedì 11 settembre 2008

Diario politico italiano, pagina 29

Scheggie di pazzia.
Largo ai dilettanti allo sbaraglio.
Le proposte innovative del governo vengono lanciate a getto continuo senza un freno. La domanda da farsi e' ci stanno coscientemente prendendo per il culo, per cui e' lecito pensare ci sia della malizia, oppure hanno liberato il bimbo che e' in loro e non riescono piu' a frenarlo. Siamo partiti con la proposta d'immunita' per le 4 piu' importanti cariche dello stato (mi sembra di essere tornato a quei giochi da bambini dove le regole vengono create alla bisongna). L'idea dei braccialetti per svuotare le carceri e' un vero insulto all'intelligenza umana ma tant'e' nessuno ha frenato la boccuccia del nostro fantastico innovatore della giustizia italiana, con buona pace dei nostri secoli di gloriosa storia romana. La scuola fa un paso indietro e torna ai tempi di mio nonno, ma tanto un popolo ignorante e' facilmente raggirabile. Ulteriore passo verso il baratro della follia e' la fantastica proposta della Carfagna sul reato di prostituzione in pubblico. Solo guardando gli occhi sbarrati mentre parla della ministra si puo' chiaramente intuire la vena di pazzia che le sta ottenebrando la mente. E come le disgrazie le proposte senza senno si susseguono in una reazione a catena e cosi' vediamo un contadino come Antonio Matarrese che propone di costruire carceri negli stadi dove parcheggiare i tifosi facinorosi. Ma dove siamo finiti? Su un'isola popolata da bambini che imparano per la prima volta a governare e gestire la loro vita in comunita? Ho paura. Ho paura dato che so che ancora non ha fatto sentire la sua voce il ministero per la semplificazione, presagi assai inquietante di un futuro di caos. Si dice negli ambienti di lavoro che chi fa sbaglia chi non fa non sbaglia. In questo caso qui si fa troppo, si fa male e si sbaglia quasi sempre. Preferirei di gran lunga che stessero un po' fermi e che usassero le loro energie per le poche cose di cui realmente abbiamo bisogno, se voglio vedermi uno spettacolo di cabaret preferisco che sia solo finzione e rappresentazione e non la realta'.

giovedì 28 agosto 2008

Nuove potenze mondiali

Forse la breve guerra in Georgia ci ha aperto gli occhi su quel processo di formazione del blocco dell'east che presto dominera' la scena mondiale. Preso atto della caduta in disgrazia degli USA e dell'inconsistenza dell'Europa si ergono, come in un ipotetico cambio di guardia, nuove potenze a raccogliere lo scettro che per lungo tempo e' stato dell'Occidente. Oggi scoprono le loro carte e neanche i nostri politici riescono a nasconderci questa nuova prospettiva. La Russia con il suo riconoscimento delle due regioni separatiste della Georgia ha attirato lo sdegno dell'occidente ma cosa piu' importante ha il pieno appoggio della Cina, ecco il nuovo blocco. E a dimostrazione del fatto che oramai l'oriente non subisce piu' alcun ricatto dall'occidente ma semmai lo ha invaso e lo domina, e' la notizia che viene dall'Iraq. Un accordo da tre miliardi di dollari e' stato stilato per lo sfruttamento congiunto dei giacimenti petroliferi di Ahdab in Iraq tra la Cina e lo stato Iracheno. La Cina entra nella partita mediorientale stringendo legami proprio con quell'Iraq che sembrava una riserva di greggio esclusiva degli Usa. E' facile intuire che l'affare sta andando in porto quantomeno con l'assenso degli americani che non sembrano aver ostacolato l'interesse cinese nel Paese. Oltre a possedere parte degli asset finanziari americani e la maggior parte del debito commerciale la Cina e' anche una potenza militare importante che unita alla Russia la pone in una posizione da cui far sentire la sua voce. Vista la situazione economica mondiale mi immagino che gli assetti geopolitici attuali andranno a spostarsi a favore della nuova coalizione dell'est e i paesi che prima avevano deciso di aderire alla Nato torneranno sui loro passi per seguire il piu' forte. Sara' difficile, molto difficile per l'Italia dover prendere partito in questa lotta di potenze avendo il territorio disseminato di basi militari USA e dovendo interloquire con la Russia. Come al solito il nostro essere banderuola ancora una volta ha sbagliato la direzione in cui tira il vento ed e' oramai compromessa fino al collo.

martedì 26 agosto 2008

Golpe incruento in Thailandia

Perche' mi interesso delle faccende dell'Asia dell'est? Perche' nei tratti politici e culturali sono paesi a noi molto vicini, anche se sembra impossibile. La Thailandia in particolare h conservato quell struttura monarchica che alla fine sembra essere la sua vera spina dorsale che la fa risorgere dalla miseria in cui ogni volta sprofonda. Lungi da ma essere un nostalgico della monarchia, mi manca l'eta' per tali ricordi e l'esperienza di vivere sotto un Re, ma in mancanza di altri riferimenti importanti a noi italiani non ci resta neanche la bandiera a cui aggrapparci. E poi penso che in quelle zone dell'Asia dell'est si stia muovendo qualcosa di strano e non nego la possibilita' che ci sia lo zampino di qualche nazione occidentale, ma questa e' un'altra storia. E' di oggi la notizia che migliaia di manifestanti, circa 20 mila, hanno circondato la sede del governo a Bangkok e il presidente attuale, Samak Sundaravej teme che l'esercito si impadronisca del potere. Edifici ministeriali e la sede del governo sono stati circondati dai manifestanti, e in 3 mila hanno preso d'assalto la televisione di Stato, tutto questo per protestare contro il premier accusato di essere una marionetta dell'ex primo ministro Thaksin Shinawatra. L'attuale premier ha vinto le elezioni lo scorso dicembre alla guida del Partito del Potere del Popolo, vi dice niente questo simpatico nome? Le elezioni venivano indette dopo un colpo di stato avvenuto nel 2006 da parte di generali filo-monarchici per deporre Thaksin Shinawatra accusato dela dilagante corruzione, della spaccatura del paese e di aver curato i propri interessi e quelli dei suoi amici. L'ex premier in questione era un magnate delle telecomunicazioni in Thailandia ed era imputato in parecchi processi con l'accusato di frode fiscale. Il nuovo premier a capo del nuovo partito aveva deciso di voler cambiare la Costituzione che era stata approvata della giunta militare con referendum popolare dopo il colpo di stato. Tale modifica veniva fatta allo scopo di eliminare la commissione che si doveva occupare di valutare i patrimoni dei membri di governo. Ecco perche' l'attuale premier viene accusato di essere un burattino nelle mani del precedente primo ministro cacciato. Inoltre il paese attualmente, come in passato, soffre di gravi problemi economici come l'alta inflazione dovuta ai rincari dei prezzi di prima necessita' e della benzina di cui il governo attuale sembra non occuparsi affatto. Chissa' che il vento thailandese non venga a lambire anche le nostre assopite coste risvegliando quel poco spirito patriottico e di sopravvivenza che ci e' rimasto nelle vene. A tutti gli effetti vicende storiche di questo tipo ci ricordano piu' che mai che apparteniamo a tutti gli effetti a quella schiera di paesi sottosviluppati che ancora restano sotto il giogo di una corruzione dilagante.

martedì 15 aprile 2008

Rialzati Italia: vi traccio il nostro futuro

Qualcuno ha detto che la storia e' fatta di corsi e ricorsi e le cose si ripetono. In Italia questo e' sicuramente vero. Soren Kierkegaard ha detto "la vita la si comprende guardando all'indietro ma la si vive guardando in avanti". In Italia invece di guardare in avanti ci affanniamo a ripercorrere la storia all'incontrario senza la pretesa di comprenderne i profondi significati. Il nostro non e' un "ritorno al futuro" ma un' "avanzata nel passato". Le ultime elezione hanno dimostrato che l'Italia si e' divisa in tre pezzi, nord, centro e sud. La Lega propone gia' insieme al federalismo fiscale anche un'Italia divisa in tre Euroregioni. I cambiamenti internazionali, i poteri centrali sempre piu' anonimi e globalizzati hanno inevitabilmente portato come avevo gia' dichiarato a un ritorno alla realta' locale, alle piccole identita' e comunita' a un potere piu' vicino ai cittadini, identificabile e non anonimo e che risolve i problemi di tutti i giorni e che allontana dalla vita di tutti i giorni gli effetti della globalizzazione e della circolazione delle genti e dei capitali. Garantire un lavoro sicuro, piu' ricchezza e una vita tranquilla non e' un compito che un governo centrale o peggio un governo europeo, globale, sovranazionale puo' affrontare. La nuova politica deve delimitare il suo spazio d'azione tenendosi lontana dalle tempeste della globalizzazione. Nuove identita' di territori, di provincia, di campanile di quartiere si moltiplicano portando al radicamento della propria identita' contro tutto quello che e' "straniero". Non ha senso piu' neanche l'identita' nazionale che e' troppo lontana dalla necessita' del momento. In estremo si sta realizzando la "rete" di piccole realta' autodeterminate, un po' un ritorno a un nuovo feudalesimo, come scrivevo tempo addietro.
Ora giustifichiamo storicamente il percorso politico che ci apprestiamo a intraprendere.
Oggi 16 Aprile 2008 abbiamo falto un balzo di circa 150 anni e siamo atterrati nel 1860.
Partiamo dal 1860 e andiamo a ritroso nel tempo fino a toccare le soglie del medioevo, vedremo risorgere i ducati, i baronati, fino ai feudi. Ecco la nuda cronaca circostanziata del nostro futuro percorso politico.
  • Vittorio Emanuele II di Savoia viene proclamato Vittorio Emanuele II Re Eletto perche' il suo regno, che andra' dal 1859 al 1861, verra' proclamato con votazione plebiscitaria Regno d'Italia (affluenza alle urne nel 2008, quasi l'80%). Infatti, nel 1860 il Ducato di Parma, il Ducato di Modena ed il Granducato di Toscana votano dei plebisciti per l'unione con il Regno. Nello stesso anno vengono conquistati dai piemontesi il Regno delle Due Sicilie, tramite la Spedizione dei Mille (Garibaldi), e la Romagna, le Marche e l'Umbria, tolte allo Stato della Chiesa. Tutti questi territori vengono annessi ufficialmente al regno tramite plebisciti. La prima convocazione del Parlamento italiano del 18 febbraio 1861, Vittorio Emanuele II è il primo re d'Italia nel periodo 1861-1878.
Salto all'indietro e passando il rinascimento italiano ripercorriamo le guerre d'indipendenza fino alla prima del 1848.
  • I moti popolari del 1848 sollevano il popolo nel Regno Lombardo-Veneto, il 18 marzo di quell'anno la città di Milano si ribella. Fu questo il primo episodio a testimonianza dell'efficacia dell'iniziativa popolare che, guidata da uomini consapevoli degli obbiettivi della lotta (la Lega nel 2008 guadagna il consenso delle classi operaie), poteva rivelarsi in grado di influenzare le decisioni di altri regni d'Italia. Il presidio dell'Impero austriaco a Milano era munitissimo e comandato da un generale di lungo corso, Josef Radetzky. In quel periodo Antonio Stoppani partecipò attivamente alla rivolta antiaustriaca delle Cinque Giornate di Milano, costruendo piccole mongolfiere (che probabilmente partirono da un luogo che dopo verra' chiamato Malpensa), che volando fuori dalla città accerchiata, portavano messaggi di rivolta nelle campagne milanesi. Il 1848 registrò una serie di moti insurrezionali contro il potere borbonico nel Regno delle due Sicilie ma anche lo Stato Pontificio subì un duro colpo nel 1848-1849, quando il Pio IX fu temporaneamente privato della sovranità su Roma dagli insorti che proclamarono la Repubblica Romana.
Sempre a ritrosto passiamo il 1848 e vediamo che
  • la Repubblica Cisalpina (rinominata regno d'Italia) comprende la Gorizia, la provincia Veneta, Trieste, l'Istria, la Dalmazia, la Lombardia, l'Emilia-Romagna e marginalmentela Toscanala. Nell'anno 1805 data della sua formazione il regno d'Italia avra' come presidente e Re d'Italia Napoleone Bonaparte. Poteva coniare moneta, aveva un esercito con la coscrizione obbligatoria e una lingua comune ed era uno stato monarchico. Lo Stato Pontificio (o Stato della Chiesa) comprendeva i territori sottoposti al potere temporale dei papi. Questo termine originariamente si riferiva alle terre che facevano capo al Patrimonio di San Pietro, cioè alla proprietà privata della Chiesa e comprendeva piu' o meno l'Italia centrale. Nasce il Regno delle Due Sicilie sotto re Ferdinando IV di Borbone allorché, dopo il Congresso di Vienna, soppresse il Regno di Sicilia citeriore e il Regno di Sicilia ulteriore e la relativa costituzione del 1812 unendoli in un'unica entità statale. Precedentemente Gioacchino Murat, dopo l'acquisizione del regno di Napoli, riprendendo il titolo di Alfonso V d'Aragona, era stato nominato da Napoleone re delle Due Sicilie, rivendicando il controllo del governo parlamentare che Ferdinando IV di Borbone istituì a Palermo dopo che nel 1806 Napoleone invase Napoli. Il regno rimase in isolamento politico ed economico. Tra le realizzazioni del regno, principalmente in ambito scientifico e tecnologico, vanno certamente ricordate, tra le altre, la prima nave a vapore nel Mediterraneo (1818) e, nel 1839, la prima linea ferroviaria italiana (ecco le infrastrutture), tra Napoli e Portici, il primo ponte sospeso in ferro realizzato nell'Europa continentale (1832) il ponte borbonico "Real Ferdinando" sul Garigliano, che è un ponte sospeso a una campata situato nei pressi dell'area archeologica di Minturno (ecco il nosto ponte sullo stretto di Messina) Ref.[1]. Perduta l'indipendenza, entrarono in crisi proprio quei settori industriali che avevano visto il Regno primeggiare (sopratutto l'industria manifatturiera), fu la fine delle piccole e non più "protette" imprese meridionali rispetto alla concorrenza britannica e francese (il passato spettro cinese), in una competizione che si svolgeva sostanzialmente sul mercato interno.
Se andiamo ancora indietro possiamo arrivare alle soglie del medioevo e del feudalesimo, ma non mi spingo oltre nel tracciare questa rotta politica.
Riferimenti:

sabato 5 aprile 2008

Guappi di Cartone

Pubblico un estratto da un favoloso articolo trovato su Web a firma di Indro Montanelli del Corriere della Sera 20 Gennatio 2000 in cui vengono ribaditi alcuni concetti gia' annunciati nel 1983 nei confronti di Craxi di sconvolgente attualita':
"Craxi era di quelli che l'ostentano sino ad esporsi all'accusa di "culto della personalita": un culto che, a quanto pare, dentro il partito gli riuscì d'imporre, e molto forse gli giovò a tenerlo in pugno; ma che, trasferito sul piano nazionale, avrebbe potuto procurargli seri guai. Non perché a noi italiani certi atteggiamenti dispiacciano, anzi. Ma perché, in fatto di guappi, siamo diventati, dopo Mussolini, molto più esigenti: quelli di cartone li annusiamo subito.[omissis] ... Insomma, come ho detto, in fatto di guappi, dopo Mussolini, noi italiani avevamo imparato a distinguere quelli di cartone. [omissis]... Ma dobbiamo ammettere che la sua battaglia d'imputato Craxi la condusse proprio da guappo di cartone, e ne sbagliò tutta la sceneggiatura. Peccato. Era la prima volta che il partito socialista italiano aveva trovato un uomo, se non di Stato, almeno di governo, che lo aveva liberato dalla subalternanza al Pci, e condotto su posizioni democratiche, europeistiche e atlantiche. Lo avrà anche fatto con metodi alquanto spicciativi e disinvolti, più da padrino che da leader. Ma mi chiedo se avrebbe potuto usarne di diversi per avere ragione dei vecchi tromboni del massimalismo populista e piazzaiolo con le loro clientele incrostate da decenni."
Il titolo dell'articolo non a caso era "Lo statista latitante". Il guappo e' un boss, un capo, ma se e' di cartone e' solo un pavido sbruffone che non ha l'autorita' e la cerca con ogni mezzo, un dilettante una mezzacalzetta. Gli italiani sono sempre in cerca del loro guappo di riferimento, del pastore che li guidi e non a caso a Roma abbiamo il Papa che dal suo lato da il suo contributo alla incessante ricerca di un "riferimento" per le pecorelle smarrite. Il problema e' che le povere pecorelle incappano sempre nel cane pastore autoritario piuttosto che in quello autorevole, un semplice guappo di cartone invece di un vero leader. E quando le pecorelle iniziano a sentire puzza di bruciato ecco che i guappi si fanno in quattro per accreditarsi eredita' politiche eccellenti da sbandierare fieri ai quattro venti, come quando si e' litigati sul possesso del feticcio De Gasperi. Guappi insignificanti all'ombra di personalita' del passato ormai inarrivabili e dimenticate nel tempo. Forse come in una antica leggenda dal nulla verra' qualcuno a liberarci da questa meschina schiavitu' senza prospettive, verra' dal nulla proprio come nella piu' antica delle leggende a caricarsi sulle spalle la croce della nostra sorte sfortunata, la stessa croce sulla quale noi lo crocifiggeremo a causa della nostra corruzione. Badate bene su quella croce ci sono passati e ci passeranno anche i guappi di cartone che si sono spacciati per statisti ma che semplicemente si sono trovati a giocare con un gioco piu' grande di loro: piccoli uomini dalla smisurata ambizione. Sotto a chi tocca quindi, venga avanti il signor B. a prendere i frutti della sua stupidita' e pochezza.

martedì 11 marzo 2008

Esite un paese.....

Esiste un paese dove il mondo va alla rovescia. In questo paese governano porci e zoccole. Dal fango e dalle fogne la nuova classe dirigente e' salita al potere e puo' ben vantarsi di origini dal basso. I cittadini si prodigano nel compiacere i porci e di grufolare nel loro fango pur di ottenere i loro favori. Se qualcosa incomincia ad andare storto ci pensano le zoccole a rasserenare gli animi e a offuscare la mente. Giornali, TV e programmi parlano solo di zoccole e porci. La gente vive beate nella sua ignoranza e non guarda al di la' del proprio naso. Anche gli stessi cittadini si stanno trasformando in porci e zoccole. Questo paese esiste ancora ma non ricordo piu' il nome il suo nome.

sabato 8 marzo 2008

Populismo e Politica in Italia

Come sempre la storia ci insegna, ma noi dimentichiamo. In una meravigliosa saga di Stephen King un pistolero intraprende un viaggio per scoprire perche' il suo mondo "e' andato avanti" portandosi verso la sua autodistruzione. In Italia al contrario siamo rimasti immobili o per meglio dire percorriamo un cerchio per cui torniamo sempre al punto di partenza senza uscire mai per la tangente. La parola populismo nell'accezione piu' positiva e originaria del termine significa la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi. Nel linguaggio politico invece c'e' la tendenza a definire "populisti" attori politici dal linguaggio poco ortodosso e aggressivo i quali demonizzano le elite ed esaltano "il popolo", e nella maggior parte dei casi la parola e' sinonimo di demagogia. Tutto questo inevitabilmente ha ragioni storiche. Chi fu la nostra piu' recente impersonificazione del populista se non Benito Mussolini al tempo della sua ascesa al potere e nella conservazione dello stesso? Ebbene la parola e' rimasta marchiata nel nostro DNA a fuoco a tal punto che religiosamente la rievochiamo, ed essa si materializza. Gia' ai tempi che precedono la marcia su Roma Benito Mussolini non era nessuno e altre personalita' piu' di spicco e di elevatura culturale dominavano la scena italiana, uno di questi fu indubbiamente Gabriele D'annunzio. Egli vide in Mussolini una persona troppo rozza, ignorante e demagogica per poter credere che sarebbe durato a lungo, eppure si sbagliava. Molto probabilmente la prima guerra mondiale, il sentimento nazionalista crescente avevano creato un ambiente culturale e sociale di non troppe elevate capacita'. Forse un rigurgito di orgoglio imperiale pervadeva gli animi a tal punto da abbandonarsi nelle mani di un esaltato edonista come Mussolini. Ebbene oggi ci ritroviamo a ripercorrere gli stessi passi. Siamo dominati dall'edonismo e dalla voglia di protagonismo (come anche il Papa ammonisce al suo clero) e siamo piu' vulnerabili alla demagogia e alle urla che ci incitano contro una non ben identificata "casta". Non ci accorgiamo di cascare nella stessa trappola di un tempo. E cosi' se qualcuno al di fuori della "casta" politica si permette di agire e fare vera politica lo accusano di invasione territoriale. Cosi' succede per Beppe Grillo che viene accusato di fare politica? Ebbene l'accusa e' pienamente giustificata, Beppe Grillo fa politica, perche' politica significa lavorare per gli altri. Non si capisce perche' quando la parola politica e' usata nei riguardi di chi la fa di professione e' una bella parola e invece usata contro chi non l'ha mai fatta diventa lo sterco del diavolo. Ci stanno sommergendo di demagogia e ci rendono ciechi e sordi ai richiami che vengono da altre direzioni, ma per Dio ci rimane ancora la parola! E allora e' tempo di gridare in faccia a questa gente che abbiamo una testa sulle spalle anche noi e che decideremo del nostro voto in coscienza, e che ci siamo stancati di dormire e di passare dalle mani di un potente all'altro. Anche io faccio politica, e non mi sento affatto sporco.

venerdì 7 marzo 2008

Autoritarismo in Italia? non ci sono le condizioni

Stavo riflettendo sul fatto oramai assodato che le varie istituzioni politiche e religiose stanno tentando con tutte le forze di ritornare su posizioni di intransigenza e di rigore tradizionaliste in difesa di quei valori e quei principi che oramai si stanno perdendo per strada. La nostra societa' dei consumi ci ha trasformato in persone isolate, individualiste che pensano solo ai propri interessi personali. Questo ci sta portando alla degenerazione dei costumi e del vivere civile e ogni devianza trova spazio. Ecco che allora e' chiamato a grand voce il ritorno ai vecchi valori reazionari come la patria, la sicurezza, l'autorita'. Mettiamo subito in chiaro una cosa i fascisti di oggi non sono neanche un quarto di quelli di un tempo, hanno solo preso i loro peggiori difetti. Sonon i figli mai voluti del fascismo, a volte nostalgici a volte solo ciecamente violenti. I riferimenti alla patria sono oramai fuori luogo. Cos'e' la patria? rappresenta l'identita' di un popolo unito? ebbene che popolo e' l'italiano, diviso nei suoi campanilismi, in nord e sud, nelle individualita' dei singoli cittadini? la patria e' solo un'idea senza materia. Cos'e' la sicurezza? Vogliamo difendere 56 milioni di italiani dalla criminalita'? Allora servono 56 milioni di poliziotti attivi 24 ore su 24 che difendano i cittadini da tutti e anche da se stessi perche' la gente non condivide nulla, ha difficolta' a socializzare veramente e vive nella diffidenza e di preconcetti. Come fai a dare sicurezza a 56 milioni di persone che pensano solo a se stesse? Non ci sono le condizioni sociali per un cambiamento a destra della vita politica italiana, non c'e' una societa' ma sopratutto una nazione coesa. Se qualcosa arrivera' dalla destra o sara' inconsistente oppure sara' opprimente.

giovedì 21 febbraio 2008

Evoluzione antropologica dei nostri giorni

E' innegabile oramai che l'ambiente condiziona il tuo sviluppo interiore e fisico. Chi formula teorie standosene comodo a casa su come in quale misura l'ambiente e i comportamenti condizionano le persone non sa realmente come il processo avviene. Basta andare tra la gente tutti i giorni e mischiarsi all'informe gregge di persone che si muove ordinatamente. C'e' una lotta alla sopravvivenza in atto, una guerra tra poveri in cui solo pochi, i piu' furbi, riescono ad emergere. E c'e' una rabbia repressa dentro ogni cittadino che non aspetta altro che di esplodere, basta una piccola provocazione e di solito a provocarla e' sempre la persona sbagliata. La stessa citta' e' diventata piu' simile ad una gabbia, e' come vivere in un enorme zoo fatto di un'unica gabbia e ogni giorno si lotta per rivendicare i propri spazi fisici e spirituali. E cosi' il cittadino si abbrutisce, si chiude in se stesso ed alz le barricate. Egli si trincera dietro il proprio egoismo e lo erge a bandiera per portare avanti i suoi interessi privati anche a svantaggio dell'altro. In questa "guerra" l'altro e' un nemico che spesso vuole imporre e a volte e' solamente noioso. E' un mare di "monadi" cieche, sorde e mute che si muovono per inerzia. Si creano valori personali relativi, si disconosce l'autorita', si protesta per ogni cosa e sopratutto non si ha bene in mente quale sia l'obiettivo finale. L'Italia non e' piu' una nazione ma un gigantesco movimento di individualita' isolate. Nel disorientamento totale non meraviglia il fatto che facilmente si riesce a legare insieme le persone per il perseguimento di un obiettivo. E' facile infatti in questo "minestrone" ergersi a guida e catturare i consensi, proprio perche' manca un punto di riferimento che dia una prospettiva futura diversa. Sono quindi sempre piu' convinto che non e' piu' il tempo dei mediatori e della dialettica ma e' il tempo di una spinta autoritaria. Nuove figure "dittatoriali" sono gia' in nuce, e quando sara' il tempo si manifesteranno. Una grossa crisi sociale e civile e' alle porte.

Campagna elettorale italiana: uno stato che vive congelato

Mentre in Italia si mette in atto in fretta e furia la campagna elettorale, fuori nel resto del mondo grandi sconvolgimenti si realizzano uno dopo l'altro.
-Il Kossovo dichiara l'indipendenza dalla Serbia rivendicando la sua sovranita' a maggioranza albanese islamica sunnita, prima era provincia autonoma ora e' stato indipendente. Un territorio devastato, arretrato, privo di infrastrutture ma che gode di una posizione geopolitica di importanza strategica per gli equilibri etnici e religiosi di tutta la zona dei balcani e di tutti gli stati che al momento sono sotto la madre Russia e che fremono per liberarsene. Da notare che attualmente il Kossovo e' sotto regime di controllo di autorita' provvisorie quali ONU e NATO, e' un territorio commissariato. Quindi e' un cavallo di troia per gli USA e l'Unione Europea per guadagnare terreni e consensi nella marcia verso la Russia. Inoltre dal punto di vista economico il Kossovo e' ricco di carbone e di materiali non ferrosi. Inoltre la Provincia è situata su uno dei corridoi energetici europei destinato a permettere il passaggio di oleodotti o gasdotti per il trasporto di petrolio e di gas naturale estratti nel settore del Mar Caspio e destinati ai mercati europei. Impossibile pensare che in questo caso non ci sia stato lo zampino degli USA, e ora scatteranno le temute pulizie etniche.
- Il Packistan ha avuto nuove elezioni da quando e' sotto dittatura militare e ha vinto il partito dell'opposizione. Un paese con la bomba atomica si trova cosi' al centro di una grossa trasformazione che non sara' certo indolore e dagli esiti incerti.
- Fidel Castro lascia il suo trono in favore del fratello come reggente temporaneo in attesa che venga eletto un nuovo leader. Cade anche l'ultimo barlume di anti-capitalismo che ha saputo resistere a piu' di 40 anni di embargo ma che ha portato dietro di se quasi tutti i paesi dell'america latina che ora costituiscono una coalizione. La speranza degli Stati Uniti e' che con la fine di Castro si allentino anche le difese della coalizione di stati sud-americani e si lascino ancora una volta esportare il capitalismo americano. InItalia invece tutto e' rimasto fermo.  Cade il governo, fatto non nuovo, e si ripresentano le stesse facce portando 
cartelli con 
sigle diverse, cambia il pelo ma non il lupo. E dato che siamo in pieno declino morale, sociale ed economicosi fanno promesse irreali su qualunque cosa. Si dice tutto e il contrario
di tutto. L'informazione e' imbavagliata o asservita e la gente e' confusa ed egoista. Siamo sommersi 
dai rifiuti e presto o tardi saremo sommersi dai risultati e dai costi di anni di corruzione e 
sfruttamento del territorio. Siamo pronti per una rivoluzione.

giovedì 31 gennaio 2008

Collusi con i propri interessi

Siamo l'Italia delle mazzette, dei collusi, delle clientele, ma sopratutto dell'interesse privato su tutto. Queste persone non solo stanno rovinando l'Italia ma l'effetto emulazione ha portato a un decadimento di tutte le regole civili e morali che rappresentano l'anello fondamentale di congiunzione tra il diritto scritto ed applicato e la vita di tutti i giorni. Tutto questo con l'aggravante che l'acaparramento di soldi, posizioni sociali e le sacche di inefficienza diventano costi enormi che vengono scaricati sulla societa' civile che a testa bassa lavora per portare avanti il paese.
A Reggio Calabria la clinica privata "Villa Anya" di proprieta' della famiglia di Domenico Crea, consigliere regionale, viene accreditata, pur non avendone i requisiti, presso l'ASL locale (notoriamente in deficit ed in passivol alla chiusura di ogni esercizio) che storno' a favore di questa 500 mila euro dalle somme destinate alla spesa farmacautica. Si configura un intreccio politico mafioso nella sanita' calabrese per spartirsi la torta che ha portato all'uccisione del precedente consigliere regionale, Fortugno, perche' ostacolo agli interessi di questo sistema. il Crea era l'elemento cardine del sistema di controllo degli appalti e dei servizi pubblici di sanita', ed era entrato in consiglio regionale dopo l'omicidio Fortugno. Il delitto suddetto probabilmente e' stato voluto dalle cosche per ripristinare il sistema clientelare. Si fa l'ipotesi che la 'ndrangheta aveva messo le mani sulla sanita' attraverso Crea che e' legato a Giuseppe Pansera genero di Giuseppe Morabito, e controllava assessori e dirigenti sanitari tutti membri di quella "borghesia mafiosa" che tutela is suoi "interessi privati". Questo meccanismo determinava anche le assunzioni avendo come conseguenza diretta il controllo del territorio in termini di migliaia di voti da spendere nelle elezioni. Dalle intercettazioni si ha un'idea del giro di affari, dice il Crea al telefono: "con la sanita' hai 3 miliardi e 360 milioni di euro l'anno. Poi ora con i contributi del 2007 si entra nei servizi sociali e ti prendi un'altra bella fetta di conti". Tutto questo ha generato inefficienza e incompetenza che possono riassumersi in una negata sanita' per i cittadini.
A Bergamo nella sede centrale della Calcestruzzi S.p.A., la piu' grande impresa italiana nella fornitura di materiale per l'edilizia controllata dall'Italcementi, finiscono in manette alti dirigenti e anche Mario Colombini, amministratore delegato della societa'. I capi d'accusa sono truffa, intestazione fittizia di beni, e favoreggiamento della mafia. La societa' attraverso una doppia fatturazione avrebbe creato fondi neri giocando sulla produzione di calcestruzzo scadente da impiegare negli appalti pubblici. Da qui la preoccupazione del GIP che ha ordinato il sequestro del porto di Gela e del tratto autostradale A20 Palermo-Messina costruiti con calcestruzzo depotenziato. A quanto si legge dall'ordinanza di arresto, alla quale sono seguiti sequestri di impianti e stabilimenti di betonaggio e cave, uomini di Cosa nostra avrebbero attinto in Sicilia, dove grazie alla mafia la Calcestruzzi ha il monopolio degli appalti, da questi fondi neri. La commissione antimafia grida all'intreccio infame tra economia e mafia che ha generato un disegno criminale che avrebbe potuto provocare delle vere stragi.
A Milano e' partita un'inchiesta, poi allargata a tutta Italia, che ipotizza un raggiro di 500 milioni di metri cubi di gas pagati dagli utenti e mai erogati. Questa truffa sarebbe stata giocata sui contatori troppo vecchi che non vengono sostituiti perche' non esiste nessuna legge che lo imponga ai distributori. I contatori vecchi conteggiano all'utente un volume di gas maggiore di quello effettivamente erogato a volte toccando punte del 15%. Sotto accusa sono l'Eni, divisa in Snam rete gas e Italgas, Aem e Arcalgas per i quali si ipotizza il dolo consapevole e condiviso fra i tre soggetti che avrebbero cosi' dato vita a un'associazione a delinquere.
In piccolo anche nella vita di tutti i giorni adottiamo per emulazione gli stessi comportamenti dando vita a una guerra tra poveri per l'acaparramento delle risorse, e dove prendiamo togliamo da un'altra parte. E' forse un disperato tentativo di recuperare il mal tolto?

venerdì 25 gennaio 2008

Quando ci sara' una nuova Italia?

Per quelli che manifestano solidarieta' in piazza per Mastella io provo vergogna, provo vergogna per come abbiamo ridotto all'ignoranza il tessuto sociale italiano. Quando si giustificano dicendo che il compito di un politico e' di mettersi a disposizione dei cittadini non gli passa neanche per l'anticamera della testa che i favori che Mastella elargisce li paga con i soldi di tutti i cittadini e che si incanalano nel suo finto giornale, nella sua pensione da giornalista, nelle sue indennita' di parlamentare, insomma sono tutti soldi nostri. Perche' non vengono a chiedere a ognuno di noi se ci piace pagare la gente di Ceppaloni per occupare posti indegnamente consegnati a loro. Perche' non capiscono che stanno vivendo una condizione di parassitismo sulle spalle di tutti gli italiani? Finche' permetteremo a questi personaggi di distribuire caramelle pagate con i soldi nostri ai suoi affiliati e sodali, queste sacche di inefficienza e sottocultura caratterizzeranno il nostro tessuto sociale. Non riescono a rendersi conto di essere trattati come degli schiavi entrando in un giro di legami e di forzati scambi di favori in cui si svende anche l'ultimo briciolo di moralita' e di coerenza. Il problema della politica e' che offrono semplicemente quello che il mercato richiede e cioe' sottocultura, corruzione, favoritismi e amoralita'. Il problema sono gli italiani e il loro concetto del senso civico, della morale. E' vero che si meritano quello che hanno se non hanno piu' la voglia e il coraggio di cambiare loro stessi. Tutto questo puo' sfociare solo in un'esplosione cieca di violenza per esasperazione figlia della stupidita' e della sottocultura oppure verso una rassegnazione profonda di breve termine prima di abbraccire la via della violenza. Siamo un paese rimasto chiuso in una bolla temporale, si ripetono in continuazione come in una spirale viziosa gli stessi eventi che ci portiamo dietro dal lontano 1969, le stesse forme di corruzione, le stesse lobby, le stesse persone al governo e nella politica e se non le stesse con la stessa mentalita', il tempo si e' fermato decretando il nostro isolamento dallo sviluppo e dalla civilta'. Non abbiamo piu' Craxi ma al suo posto abbiamo Berlusconi che ne ripercorre i passi ispirandosi al loro vecchio maestro che fece la marcia su Roma, non abbiamo piu' la DC ma abbiamo il Papa che ne ha preso il posto, non abbiamo piu' la destra ma al loro posto abbiamo le squadre punitive e violente che girano per le strade e si autoproclamano portavoci delle richieste di tutto il popolo (come si permettono di farsi interpreti di quello che mi passa per la testa senza neanche avermi interpellato?). Provo una grande vergogna per le troppe cose che ho visto fare agli italiani che sto perdendo la fiducia che qualcosa possa cambiare. Per quanto riguarda i politici non sono altro che grandi burattinai che tengono per i loro fili le coscienze della gente, essi rappresentano semplicemente la vera faccia degli italiani e provo per loro la stessa vergogna.

martedì 22 gennaio 2008

Coscienza di classe

Una parola oramai scomparsa, eppure forse l'unico strumento che avevamo per costituire una lobby che lotta per il riconoscimento dei propri interessi. Oggi il termine andrebbe esteso a tutta la gente che lavora. C'e' una nuova classe che si va formando in italia e che non ha ancora coscienza di se', e' la classe dei disgraziati. E' una classe di gente che lavora anche in condizioni di precarieta', che riceve uno stipendio da fame, che magari ha anche famiglia e che a testa bassa lavora e non protesta. E' una classe di persone che sopporta la corruzione nella politica e nella vita di tutti i giorni, che volge la testa dall'altra parte e che pensa solo al suo orticello, uno contro tutti a rosicchiare quello che rimane della torta. E' una classe che "magari la raccomandazione ci fosse l'accetterei senza fare domande". E' una classe che non ha piu' la forza di indignarsi di fronte a nulla e che preferisce guardare la TV per non pensare. Fa bene Grillo a cercare di riunirli in uno spazio comune per cercare di svegliare le loro coscienze, e dovrebbero anche capire di stare tutti sulla stessa barca e dovrebbero unire le loro forze per portare avanti in comune le loro proposte. Guardate cosa ha fatto Mastella, sfruttando gli strumenti corrotti dell'apparato istituzionale democratico ha portato avanti gli interessi della sua lobby anche a scapito dell'intera comunita', perche' non fare allo stesso modo cercando di proporre un sistema piu' equo per tutti e non a vantaggio di pochi?
E' inutile fare vuota polemica sul fatto che tutto va male e oramai non c'e' rimedio, rimbocchiamoci le maniche e mandiamoli tutti a fanculo.

lunedì 21 gennaio 2008

Rifiuti: la mia proposta per la raccolta differenziata


Abbiamo capito che il modo piu' virtuoso di risolvere il problema rifiuti e' iniziare da una raccolta differenziata, e' cioe' fare pressione sulla moralita' del cittadino perche' prenda coscienza delle sue azioni e se ne attribuisca la piena responsabilita'. E' in definitiva il concetto di senso civico che in una sana convivenza dovrebbe essere parte integrante della nostra cultura. Ora pero' nessuno si fa una domanda molto elementare: come puo' un cittadino fare la raccolta differenziata in modo semplice? Esistono materiali, composti, confezioni di dubbia destinazione per quanto riguarda la gestione dei rifiuti, neanche gli esperti sanno bene se debbano essere classificati come rifiuti organici, inorganici, da CDR o altro. E quindi in quale sacchetto lo butto quel rifiuto? Abbiamo fatto un polverone per mettere sulle etichette dei prodotti la composizione e la provenienza a garanzia del consumatore, ora adoperiamoci per metterci anche una classificazione da rifiuto a garanzia del produttore di rifiuti per eccellenza che e' sempre il consumatore. (Poi dovremo passare a classificare i rifiuti industriali e la loro destinazione perche' anche quello deve essere fatto e sara' sicuramente piu' complicato). La mia proposta e' quindi molto semplice, sull'etichetta a caratteri possibilmente cubitali deve essere messa una classifica di rifiuto che va ad indicare al consumatore a quale categoria appartiene il prodotto, in modo che possa gettarlo nell'apposito cassonetto. Perche' nessuno ci ha pensato fin'ora? Con tutte le leggi inutili che esistono in questo stato non se ne potrebbe fare una utile che imponga questa aggiunta alle etichette?

Le nuove armi di distrazione di massa

Si fa un tanto parlare in questi giorni del mancato discorso del Papa all'inaugurazione dell'anno accademico all'Universita' di Roma per la contrarieta' di alcuni professori e studenti. Mi ero fatto l'idea che la figura del Papa e i secoli di pensiero cristiano e dottrinale che la chiesa si porta appresso fossero un fatto squisitamente personale, intimo e spirituale per i credenti. Una crescita interiore e una scoperta che gli e' stata rivelata ed e' stata digerita col tempo, un qualcosa dunque che riguarda il proprio intimo, l'anima o lo spirito. Invece ne hanno fatto un caso mediatico e politico, e appresso stanno trascinando inconsapevoli credenti e laici. Credo ci siano problemi ben piu' gravi e "immediati" di cui discutere e per cui indignarsi veramente rispetto a questi insignificanti avvenimenti. Dico insignificanti perche' ritengo che una manifestazione del genere per un cristiano non dovrebbe avere alcun peso dato che la fede e il messaggio cattolico sono un fatto di scelta personale che arricchiscono chi ne comprende il significato e lo accetta e impoveriscono chi lo rifiuta: questo a prescindere da chi poi materialmente si fa carico di esportare questo messaggio. Per il laico ortodosso poi e' un atto talmente coerente e prevedibile da non poter generare alcuna meraviglia. E allora perche' c'e' tutto questo casino per un insignificante manifestazione di liberta' intellettuale? Perche' ci stanno distraendo dai veri problemi, quelli di tutti i giorni, quelli dell'incompetenza e corruzione della classe politica, quelli della perdita dei valori civici e di convivenza, quelli del nostro non agire. E ricordatevi che se intorno a noi le cose vanno male, la vita e' degradata, le condizioni sono pessime e' impossibile trovare la serenita' per una riflessione interiore. Non rendetevi complici di questa messa in scena patetica di distrazione di massa, parlate alla vostra coscienza e decidete di agire per vostra iniziativa e mandate "a fanculo" tutti questi buffoni.

lunedì 14 gennaio 2008

Italia un paese in svendita

E' ora che ce ne facciamo una ragione, l'Italia e' un paese in svendita oramai da molti anni e non e' piu' possibile riaverlo indietro. E' un paese svenduto agli americani e alle potenze occidentali dai tempi del dopo guerra, questo ha permesso la diffusione del modello americano che ha cambiato il nostro stile di vita e spazzato via le tradizioni, e ci ha diviso trasformandoci in sorridenti consumatori. E' un paese in svendita da quando gli stranieri si sono trasformati da turisti in acquirenti, perche' si sono accorti dei meravigliosi paesaggi, della natura e del cibo italiano. Se ne sono innamorati e se lo sono comprati, svenduti a poco prezzo. E' un paese in svendita perche' se un tempo avevamo delle attivita' produttive anche di avanguardia, col passare degli anni per nostra inettitudine e incapacita' le abbiamo tutte svendute e continuiamo a farlo. E' un paese in svendita perche' interi settori di territorio, di attivita' politica, di attivita' economica li abbiamo lasciati gratuitamente alla mafia e alla malavita che continuano la loro attivita' di sfruttamento e di corruzione. E' un paese in vendita perche' e' l'interesse e il profitto che governano ogni nostra azione e ci siamo fatti corrompere tutti per pochi soldi per voltarci dall'altra parte quando qualcosa succede, tanto succede sempre agli altri. E' un paese in vendita perche' abbiamo svenduto i territori del sud per farne delle discariche a cielo aperto e ora non ci interessa neanche tanto trovare i colpevoli, perche' nel profondo sappiamo che e' sempre la solita storia di corruzione, connivenze e interessi particolari. E' un paese in vendita perche' abbiamo svenduto settori produttivi importanti che avrebbero dovuto godere di un mercato libero e liberalizzato a piccole famigliole che hanno fatto e fanno il brutto e il cattivo tempo in Italia, e una di queste ancora rimane attaccata alle nostre chiappe come una zecca ed e' l'Impregilo. E' un paese in svendita perche' abbiamo permesso che comprassero la dignita' umana e la moralita' di paesi in via di sviluppo in modo da sfruttare le loro genti, e ora ci troviamo invasi da extracomunitari che reclamano giustamente cio' che gli e' dovuto. E' un paese in svendita perche' ci siamo fatti comprare quel poco di dignita' e di moralita' che avevamo un tempo per acquistare con quei soldi un nuovo elettrodomestico, un abbonamento o un'altra amenita' simile. E' un paese in svendita perche' ci hanno comprato offrendoci qualunque surrogato possibile anche la voglia di vivere. Soffriamo un po' tutti del male di vivere e non vogliamo ammetterlo e non riusciamo piu' a trovare uno scopo importante nella nostra vita, l'unica cosa che sappiamo fare e' cercare di fare piu' soldi possibile. E' un paese in svendita perche' abbiamo venduto la nostra giovinezza non assicurando un obiettivo e un futuro ai nostri giovani, lasciandoli in un oblio fatto di eccessi, di droga, di sesso senza amore, di falsi ideali e di noia. E' un paese in svendita perche' lo abbiamo dato in mano per anni a piazzisti fanfaroni che come in un vecchio film del selvaggio west ci hanno venduto in cambio l'elisir di lunga vita, la cura di tutti i malanni mentre invece era solo acqua zuccherata. E' un paese in vendita perche' abbiamo ceduto le nostre anime spaurite e confuse al fondamentalismo e al perbenismo di religioni sempre piu' impantanate nelle gerarchie, nella disciplina e nell'osservanza della dottrina piuttosto che impegnate nella cura e nella consolazione dello spirito. E' un paese in svendita perche' tutto si compra, tutto ha un prezzo. Se rivogliamo indietro il nostro paese, la nostra dignita', la nostra moralita' iniziamo a dare un prezzo alla nostra persona, ai compromessi che affrontiamo, alle nostre scelte e alle conseguenze delle nostre azioni, ma sopratutto alla nostra coscienza politica. Forse potremmo scoprire che tutto questo non ha piu' un prezzo.

venerdì 11 gennaio 2008

Roma capitale in emergenza

E' giusto che ognuno dia il suo ontributo per migliorare le cose e ho apprezzato molto il contributo del Papa ieri che nell'incontro con gli amministratori del Lazio e di Roma li ha bacchettati sulla situazione di degrado sociale in cui e' calata la capitale. Tra sorrisi e strette di mano di convenienza il Papa ha sottolineato indirettamente come sono stati spesi male i soldi pubblici. Non e' stato fatto nulla per garantire la sicurezza dei cittadini e di assicurare a tutti, in particolare agli immigrati, almeno il minimo indispensabile per una vita onesta e dignitosa. Non e' stato fatto nulla per prevenire un'emergenza che si sta aggravando a Roma e nel Lazio che è quella della «povertà». La povertà si sta allargando a «situazioni che sembravano esserne al riparo», ha osservato Benedetto XVI. «I prezzi degli alloggi, le sacche persistenti di mancanza di lavoro, e anche i salari e le pensioni spesso inadeguati rendono davvero difficili le condizioni di vita di tante persone e famiglie», ha aggiunto. Aggiungiamo poi la situazione pessima dei servizi sanitari, servizi di trasporto pubblico e delle pubbliche amministrazioni. I romani sono diventati diffidenti, si occupano solo dei fatti loro, sono infastiditi da tutto e da tutti, preferiscono la via dell'indifferenza e della disillusione a quella dell'impegno politico e sociale e vivono male il rapporto con il prossimo. Se per sbaglio si ritrovano a parlare di Roma e' sempre nel loro cuore ma come era un tempo non come e' diventata adesso e non vedono l'ora di scappare oppure aspettano il periodo estivo quando si svuotano le strade. Forse questi sono problemi troppo difficili da risolvere, meglio distrarre le masse con spettacoli pirotecnici e altisonanti manifestazioni dando una parvenza di benessere a cui aggrapparsi.