Chi sono?

Nasco primogenito in quel di Roma nel 1969 in una via foriera di mirabilanti e inimmaginabili prosperi futuri: via Lorenzo il Magnifico. Ancora attendo l'avverarsi di questa profezia. Per sommo errore una volta giudicato maturo dall'istituzione scolastica scelgo di fare Ingegneria. Questa scelta cambiera' drasticamente il mio destino e le mie inclinazioni mortificando inconsapevolmente ogni mia aspirazione e interesse. Dopo aver pagato a suon di stempiatura e diradamento di capelli la mia scelta vengo fagocitato dalla triste e mediocre realta' del lavoro da cui ancora oggi provo a stento di liberarmi con tutte le mie forze, ma oramai la routine ha fiaccato ogni mia velleita'.

mercoledì 9 gennaio 2008

Inevitabile non parlarne: la monnezza

Qualcuno accorto e intelligente si potrebbe porre la domanda "perche' tante cose negative stanno succedendo tutte insieme?". Perche' c'e' stata la crisi dei mutui sub-prime, perche' l'inflazione aumenta a grandi passi, perche' c'e' l'emergenza rifiuti, perche' le economie asiatiche stanno affossando quelle occidentali, perche' si sono inaspriti gli scontri religiosi, politici ed economici, perche' si fa sempre piu' pressante il problema ecologico? Perche' tutto insieme? La risposta e' una sola, in un'economia globale interdipendente capitalistica in cui lo spreco e la sovraproduzione hanno abituato i cittadini consumatori mondiali ad avere tutto e subito e anche il superfluo un costo per tutto questo qualcuno lo doveva pagare. E il conto dei costi di questo andamento ora ci vengono presentati a saldo di quest'anno tutti assieme. Il nostro stile di vita da cavallette inconsapevoli sta oggi registrando le sue conseguenze. Il problema dei rifiuti in campania e' solo una piccola goccia di una politica economica e di una sensibilita' civica sconsiderata prottratta nel tempo. E oggi l'unico rimedio e' il pugno di ferro e l'austerita'. E' un ciclo, dopo anni di lassismo e consumo sfrenato e' tempo che si ritorni all'austerita', al contenimento dei rifiuti e alla disciplina. Questo e' un altro segnale di quei venti di destra di cui ho gia' parlato in precedenza che si rivelano in tutta la loro forza. I politici lo sanno e sono alla disperata ricerca della persona, dell'uomo autorevole che si prenda carico dei problemi irrisolti lasciati marcire per anni. E la risposta piu' semplice a questa domanda e' quella di nominare e delegare completa responsabilita' a un militare. Non a caso nei paesi in profonda crisi la classe militare diventa il punto di riferimento a cui aggrapparsi. Il problema piu' grave in questa situazione e' il fatto che nulla si sta facendo per cercare il dialogo e il coinvolgimento della popolazione, segno di devianza da quelle che sono i principi base della democrazia. E quando le regole piovono dall'alto senza nessuna mediazione ci sono tutti i presupposti di un colpo di stato "soft" che potrebbe instillare nelle menti della nostra gerarchia militare l'insana idea di chiamarsi in causa per prendere le redini del paese, dio ce ne scampi. I problemi non si risolvono senza la collaborazione fattiva della gente, e oggi abbiamo molto bisogno di rieducare la gente ai principi civici di buona convivenza e di responsabilita' che nel tempo si sono persi, colpa anche di una cultura individualista e consumistica che abbiamo ereditato da altri. L'unica soluzione e' la condivisione delle responsabilita' politiche con ogni cittadino e inevitabilmente una figura autorevole che ci guidi verso prospettive migliori. Figure autorevoli non ce ne sono in circolazioni, al massimo solo autoritarie come questo "superpoliziotto", la responsabilita' politica e' lontana anni luce dalle coscienze dei cittadini, non riesco ancora a vedere la luce in questo cammino verso il precipizio.

martedì 8 gennaio 2008

Stretto di Hormuz ultima frontiera

Forse gli americani si sono accorti di incominciare a sprofondare nella crisi profonda della recessione economica, ecco perche' il bisogno di una nuova guerra. Ieri e oggi i giornali riportano dell'incidente sullo stretto di Hormuz come di una provocazione iraniana verso gli stati uniti d'america. Quello che non vogliono riportare e' che in realta' gli americani si stanno procurando battaglia in quel di Hormuz. Lo stretto di Hormuz e' una zona strategica di passaggio delle petroliere ed e' tra l'Arabia Esaudita e l'Iran. Caso strano il prezzo del petrolio e' arrivato ai 100 dollari al barile ed e' necessario incrementare la produzione annua di barili per calmierare il prezzo, e ancora casualmente l'Iran e' tra i ppiu' grandi fornitori di petrolio ma sfortunatamente non ha ancora subito l'esportazione democratica e quindi e' un interlocutore difficile da sottomettere. I giornali riportano, e guarda caso riportano fonti militari americane, che alcune imbarcazioni della guaria rivoluzionaria sono arrivate fino a 200 metri dalle navi americane. La marina USA e' stata sul punto di aprire il fuoco con i suoi cannoni. Un'occasione cosi' ghiotta per gli stati uniti non si poteva presentare in momento migliore. Oramai e' storia che la politica estera americana si e' sempre risolta con il coinvolgimento dell'apparato militare, e quindi non mi stupisce che le informazioni su questi accadimenti arrivino direttamente da loro e vengano confermate dal Pentagono. Ancora una volta la favolosa macchina da guerra esportatrice di democrazia sta entrando in funzione per rpocacciarsi le risorse necessarie a far vivere un tranquillo sogno americano di sviluppo a tutti i suoi cittadini. Presto anche l'ultimo confine sara' distrutto, quella che un tempo era considerata la frontiera americana che separava i territori dei bianchi da quelli popolati dagli indiani si e' da tempo allargata a l'intero pianeta la differenza e' che al di la' della frontiera da una parte ci sono gli esportatori di democrazia e dall'altra parte i "barbari" e i terroristi.

Situazione Economica mondiale: la curva e' in discesa

Ci siamo. Finalmente iniziano a circolare le prime parole concrete che danno il senso della situazione economica mondiale: recessione. L'intero sistema capitalistico mondiale inizia a scricchiolare. Questa grande mucca alle cui mammelle si sono attaccati tutti i consumatori del mondo incomincia a mancare di latte. Le dinamiche economiche sono diventate col tempo sempre piu' complicate e sempre piu' piene di falle da cui sgorgano a pieni fiotti gli sprechi di risorse. La dipendenza dei cittadini dal sistema capitalistico e' diventata totale, ogni consumatore e' finalmente regredito alla situazione di cucciolo in tutto e per tutto dipendente dal sistema-mamma. Il sistema-mamma si trova a dover fronteggiare problemi generali sempre piu' complicati, sempre piu' sprechi, sempre piu' connivenze e interessi particolari e a dover rispondere di servizi e azioni che oramai vengono percepite come dovute. E' come se le parti si fossero paradossalmente invertite, ora e' il sistema che e' schiavo dei consumatori e deve ogni giorno imboccarli senza potersi tirare indietro. Oggi tutti i problemi economici e civili non sono piu' responsabilita' della comunita' e dei singoli cittadini ma delle istutuzioni statali e delle imprese che volenti o non volenti si dovranno prendere carico di questo peso impossibile da sostenere. Ed e' cosi che la situazione dei rifiuti in campania che stanno innondando la citta' e' un problema solo dell'amministrazione statale, il cittadino vuole solo che sia risolto. A Londra nasce la proposta di pagare i cittadini per accettare un deposito di scorie nucleari nella loro citta' (contea di Cumbria). Il petrolio vola a quota 100 euro al barile e l'america trova nuove fonti di approvvigionamento andando a innescare la guerra con l'Iran nello stretto di Hormuz. L'inflazione mondiale inizia a crescere inevitabilmente, i primi pesanti focolai partono dall'America, e si cerca di correre ai ripari aumentando il potere di acquisto dei consumatori-cittadini e andando quindi a sostenere un sistema che oramai e' in pieno declino. Tutto viene valutato in base al prodotto interno lordo e cioe' in pratica a quanto consumano le famiglie. Se le famiglie smettono di consumare l'America si ferma, e cosi' l'Italia e cosi' la Cina e cosi' l'India e via di seguito. Questo sistema di interdipendenze mondiali e' il secondo livello di quella che e' la dinamica di parassitismo dell'intero sistema che si e' strutturato in modo che se un piccolo ingranaggio viene toccato tutto il sistema crolla. Una grossa catena di montaggio con grossi sprechi che produce oltre il necessario e che e' invischiata inesorabilmente nel meccanismo da non poterne piu' uscire. Quest'anno sara' un anno difficile, inizieremo con la grossa crisi recessiva americana che si ripercuotera' in Cina e in India e parallelamente avremo recessione e inflazione anche in Europa. La liquidita' mondiale diminuira' e i tassi verranno alzati, forse ci saranno anche molti fallimenti, si alzera' la protesta delle persone e forse si ritornera' a un po' di austerita'.