Chi sono?

Nasco primogenito in quel di Roma nel 1969 in una via foriera di mirabilanti e inimmaginabili prosperi futuri: via Lorenzo il Magnifico. Ancora attendo l'avverarsi di questa profezia. Per sommo errore una volta giudicato maturo dall'istituzione scolastica scelgo di fare Ingegneria. Questa scelta cambiera' drasticamente il mio destino e le mie inclinazioni mortificando inconsapevolmente ogni mia aspirazione e interesse. Dopo aver pagato a suon di stempiatura e diradamento di capelli la mia scelta vengo fagocitato dalla triste e mediocre realta' del lavoro da cui ancora oggi provo a stento di liberarmi con tutte le mie forze, ma oramai la routine ha fiaccato ogni mia velleita'.

domenica 6 aprile 2008

Diluvio Universale: prossimo tragardo

San Paolo, Brasile, una settimana di piogge torrenziali in una zona normalmente arida del nord est del Brasile hanno causato l'esondazione di un fiume causando 15 morti e oltre 50 mila persone. A Londra l'aereoporto di Heatrow e' rimasto fermo a causa di una nevicata. A Sidney il clima troppo caldo mette a rischio le foglie di eucalipto che sono alla base dell'alimentazione dei koala. Antiche leggende e calendari ci ricordano che la nostra epoca si sta chiudendo (2012) e probabilmente si chiudera' con grandi sconvolgimenti ambientali. Forse ci stiamo avvicinando a uno cataclisma di chiusura di un'epoca e con il nostro comportamento forse stiamo accelerando il decorso degli eventi. Intanto continuiamo a sprecare risorse bruciandole e consumandole oppure ammassandole in qualche posto nascosto. E' in atto una trasformazione del tessuto naturale, tutto cio' che era acqua, terra, aria si e' trasformato nel tempo in plastica e altri composti anche radiattivi indistruttibili o con tempi di decadenza infinita: stiamo trasformando il mondo in un pianeta di plastica cambiandone l'aspetto e le dinamiche. Possiamo indubbiamente dire che ci siamo sostituiti a Dio nel "plasmare" questo nostro "unico" pianeta dove viviamo, e stiamo plasmando anche noi stessi creando ogni giorno nuove malattie e nuove patologie. Chissa' come sara' l'uomo del futuro, sempre che abbia un futuro su questa terra.

sabato 5 aprile 2008

Guappi di Cartone

Pubblico un estratto da un favoloso articolo trovato su Web a firma di Indro Montanelli del Corriere della Sera 20 Gennatio 2000 in cui vengono ribaditi alcuni concetti gia' annunciati nel 1983 nei confronti di Craxi di sconvolgente attualita':
"Craxi era di quelli che l'ostentano sino ad esporsi all'accusa di "culto della personalita": un culto che, a quanto pare, dentro il partito gli riuscì d'imporre, e molto forse gli giovò a tenerlo in pugno; ma che, trasferito sul piano nazionale, avrebbe potuto procurargli seri guai. Non perché a noi italiani certi atteggiamenti dispiacciano, anzi. Ma perché, in fatto di guappi, siamo diventati, dopo Mussolini, molto più esigenti: quelli di cartone li annusiamo subito.[omissis] ... Insomma, come ho detto, in fatto di guappi, dopo Mussolini, noi italiani avevamo imparato a distinguere quelli di cartone. [omissis]... Ma dobbiamo ammettere che la sua battaglia d'imputato Craxi la condusse proprio da guappo di cartone, e ne sbagliò tutta la sceneggiatura. Peccato. Era la prima volta che il partito socialista italiano aveva trovato un uomo, se non di Stato, almeno di governo, che lo aveva liberato dalla subalternanza al Pci, e condotto su posizioni democratiche, europeistiche e atlantiche. Lo avrà anche fatto con metodi alquanto spicciativi e disinvolti, più da padrino che da leader. Ma mi chiedo se avrebbe potuto usarne di diversi per avere ragione dei vecchi tromboni del massimalismo populista e piazzaiolo con le loro clientele incrostate da decenni."
Il titolo dell'articolo non a caso era "Lo statista latitante". Il guappo e' un boss, un capo, ma se e' di cartone e' solo un pavido sbruffone che non ha l'autorita' e la cerca con ogni mezzo, un dilettante una mezzacalzetta. Gli italiani sono sempre in cerca del loro guappo di riferimento, del pastore che li guidi e non a caso a Roma abbiamo il Papa che dal suo lato da il suo contributo alla incessante ricerca di un "riferimento" per le pecorelle smarrite. Il problema e' che le povere pecorelle incappano sempre nel cane pastore autoritario piuttosto che in quello autorevole, un semplice guappo di cartone invece di un vero leader. E quando le pecorelle iniziano a sentire puzza di bruciato ecco che i guappi si fanno in quattro per accreditarsi eredita' politiche eccellenti da sbandierare fieri ai quattro venti, come quando si e' litigati sul possesso del feticcio De Gasperi. Guappi insignificanti all'ombra di personalita' del passato ormai inarrivabili e dimenticate nel tempo. Forse come in una antica leggenda dal nulla verra' qualcuno a liberarci da questa meschina schiavitu' senza prospettive, verra' dal nulla proprio come nella piu' antica delle leggende a caricarsi sulle spalle la croce della nostra sorte sfortunata, la stessa croce sulla quale noi lo crocifiggeremo a causa della nostra corruzione. Badate bene su quella croce ci sono passati e ci passeranno anche i guappi di cartone che si sono spacciati per statisti ma che semplicemente si sono trovati a giocare con un gioco piu' grande di loro: piccoli uomini dalla smisurata ambizione. Sotto a chi tocca quindi, venga avanti il signor B. a prendere i frutti della sua stupidita' e pochezza.

venerdì 4 aprile 2008

La guerra dei poveri

Ah benedetta mano invisibile! A questo punto sono tentato di pensare che il buon A. Smith non fosse altro che un erudito incosciente. L'interesse personale ed egoistico non porta automaticamente al vantaggio di tutti in un'economia di mercato ma porta semplicemente alla cosidetta guerra dei poveri e alla fine ne restera' uno solo. Ulteriore dimostrazione di come stiamo raschiando il barile nel vano tentativo di applicare l'economia e cioe' di decidere come distribuire le risorse, e' stato quello della gigantesca partita di vino italiano adulterato. In un mondo dove non esiste la concorrenza ma la sopravvivenza e quindi il cartello, in un mondo dove l'interesse personale vince sull'interesse della comunita' vale semplicemente il detto mors tua vita mea. L'eccessiva dipendenza dal sistema in tutte le sue articolazioni e specializzazioni ci ha resi sempre piu' ingranaggi passivi assuefatti e dipendenti dal meccanismo in tutto e per tutto. Chi sta alle manopole del meccanismo e decide come far girare gli ingranaggi fa questo a suo esclusivo vantaggio. Non mi stupisce piu' il fatto che non si sa piu' cosa mangiamo, come sono costruite le nostre case, cosa c'e' nell'acqua che beviamo, dove vanno a finire i nostri rifiuti, quale informazione ci viene fornita. Il sistema ci ha reso dei mammoni viziati che non hanno piu' un obiettivo nella vita e che sono inevitabilmente oggetto delle piu' impensabili vessazioni da chi su questo sistema ha costruito i suoi profitti. Credo che l'unico rimedio a questa situazione patologica del capitalismo sia la resurrezione della vera politica. L'economia non e' fatta solo di sterili variabili, fintanto che la politica si muvera' nel rispetto di queste variabili nulla potra' cambiare, quando la politica riprendera' il suo primato sopra ogni altra cosa allora qualcosa cambiera' ma si trovera' a combattere con una popolazione da rieducare come fossero bambini viziati: e i bambini viziati vanno sculacciati a dovere.
Aggiungo un interessante post su una conseguente articolazione del discorso che ho fatto, che appartiene a un commentatore del mio blog, che ringrazio: